Il Programma

Milano 2016-2021

INTRODUZIONE. 4
ASPETTI GENERALI 6
MOBILITA’ SOSTENIBILE. 7
INQUINAMENTO ATMOSFERICO.. 13
VERDE E ARREDO URBANO.. 14
POLITICHE ENERGETICHE. 16
ACQUA PUBBLICA.. 19
GESTIONE DEI RIFIUTI 20
SICUREZZA E COESIONE SOCIALE. 22
IMMIGRAZIONE. 25
POLITICHE ABITATIVE. 27
POLITICHE SOCIALI E PER LA DISABILITA’ 31
POLITICHE DELLA SALUTE. 33
POLITICHE DI BILANCIO.. 35
TRIBUTI E TARIFFAZIONI 37
SANZIONI AMMINISTRATIVE. 39
ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL PATRIMONIO.. 40
PARTECIPAZIONE. 42
TRASPARENZA.. 46
POLIZIA LOCALE. 48
CRESCITA DIGITALE. 50
URBANISTICA, OPERE PUBBLICHE E POST-EXPO.. 52
DISSESTO IDROGEOLOGICO E MESSA IN SICUREZZA DEL SEVESO.. 55
SVILUPPO ECONOMICO, PMI, COMMERCIO.. 57
POLITICHE ANTI-MAFIA E ANTI-CORRUZIONE. 60
INTEGRAZIONE RELIGIOSA. 62
ROM SINTI E CAMINANTI 64
CITTA’ METROPOLITANA E DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO.. 66
UNIVERSITA’ E RICERCA.. 67
EDUCAZIONE, ISTRUZIONE E INFANZIA.. 68
DIRITTI E PARI OPPORTUNITA’ 70
DIRITTI LGBT. 72
CULTURA.. 74
POLITICHE DEL TURISMO.. 76
POLITICHE GIOVANILI 78
SPORT. 80
DIRITTI DEGLI ANIMALI 82

 

INTRODUZIONE

La realizzazione del programma per Milano 2016 è iniziata 6-7 anni fa con le riunioni dei Gruppi di Quartiere (poi diventata SentiNIL) , si è poi arricchita negli ultimi 2 anni con le 1200 istanze raccolte ai banchetti.

La domanda di partenza era sempre la stessa : -“ Se tu / lei fossi il sindaco di Milano e avessi il  potere di fare le cose…cosa vorresti?…cosa cambieresti? ..Cosa non va? Come vorresti che funzionasse? ”

Tutti restavano interdetti dopo queste domande. Evidentemente i cittadini hanno completamente perso l’attitudine ad esprimere proposte per risolvere i problemi,  di poter incidere, di pensare ” io cosa farei? ”. Il blocco si superava dopo un poco  leggendo cosa avevano scritto le altre persone sul Quaderno aperto sul tavolino dedicato a questo scopo . Sfogliandolo le idee venivano a fiumi tanto che spesso dovevamo fermarli pregando di concentrarsi su quelle che ritenevano le idee più importanti.

Naturalmente veniva più facile enunciare  lamentele e  ingiustizie che suggerire soluzioni, ma con un poco di stimolo arrivavano anche le proposte.

E cosi in 2 anni siamo arrivati a circa 1200 istanze/proposte/criticità,  espresse dai cittadini  grazie alle quali siamo stati in grado di  avere il polso del “sentire comune” e capire quali siano  le priorità percepite della gente comune.

Quello che emerge dalla analisi di questa raccolta è stato catalogato ed inserito in un semplice programma che ci ha dato immediatamente il grafico delle priorità  (vedi grafico sotto).

Istanze dei cittadini raccolte ai tavoli e consolidate per argomento

Il lavoro di ascolto si è ulteriormente consolidato  con i Tavoli di lavoro tematici aperti ai cittadini, ai comitati, alle associazioni organizzati tra Novembre 2015 e Febbraio 2016 e che hanno visto la partecipazione di oltre 500 cittadini.

Nella fase finale abbiamo coinvolto esperti ed operatori di settore, integrato le proposte  e svolto verifiche tecniche e stime finanziarie.

Le istanze più condivise sono entrate nel nostro programma, con umiltà e rispetto per i desideri dei cittadini, abbiamo recepito ed eseguito la loro volontà tesa al “bene comune”. Forse è la prima volta che un programma di governo di una grande città si costruisce su 2 anni di paziente ascolto e coinvolgimento dei semplici cittadini.

 Ora dobbiamo governare per applicarlo!

Ma l’idea M5S è che il programma per Milano 2016 continui ad essere un gigantesco “work in progress” che prosegua anche dopo le elezioni; gli incontri tematici aperti sui vari argomenti verranno riproposti periodicamente per consultare i cittadini prima di realizzare i progetti, per raccogliere i commenti, per ascoltare le  proposte.

La partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica deve tornare ad essere il normale modo di fare politica, per una politica che torni quindi a nascere proprio dai cittadini !

 

ASPETTI GENERALI

co-finanziamento dei servizi in base al reddito

Si vogliono adottare criteri univoci e chiari circa le compartecipazioni alle spese per i servizi ; si deve considerare il reddito e le proprietà ma con criteri equi e non considerando come reddito gli i contributi ricevuti per disabilità e malattie gravi.

 Collaborazione con il privato per finanziare opere pubbliche

(bozza-  in  revisione)
No al PPP (Partenariato Pubblico Privato) in cui i guadagni sono per il privato e le spese ad eccedere quanto stimato sono tutte in carico al pubblico.
No ai progetti che vengono a costare n-volte il valore di assegnazione iniziale del progetto e queste spese vengono sostenute dal pubblico.
No ai contratti in cui il rischio è tutto in carico al pubblico.

 

MOBILITA’ SOSTENIBILE

VISIONE

Il Movimento 5 Stelle orienta il proprio programma con la convinzione che i cittadini debbano essere al centro delle politiche per la Mobilità, per prime le persone a mobilità ridotta.

Oggi invece sono le vittime con:

  • 4415 morti premature per inquinamento ogni anno a Milano e provincia con un accorciamento dell’aspettativa di vita rispetto al resto d’Italia di 1 anno e 5 mesi (Ministero della Salute: Studio Viias);
  • 42 morti in incidenti nel solo Comune di Milano (Istat 2014);
  • 794 milioni di euro di produttività persa per la congestione del traffico a Milano cioè 811 euro/anno per ogni automobilista e 583 euro/anno per ogni utente del TPL (Fondazione Caracciolo – Centro Studi ACI – 2014).

Vi è quindi la necessità di ripensare la mobilità urbana per ridare qualità alla vita. Una buona mobilità urbana significa più relazioni, più libertà di scegliere l’abitazione e il posto di lavoro, ambiente meno inquinato e minori costi per le famiglie.

PRINCIPI

Il Movimento 5 Stelle sposa i principi e i criteri ispiratori della mobilità sostenibile puntando a ridurre gli impatti ambientali, sociali ed economici che generano i veicoli.

Nel mirino ci sono gli effetti tangibili di una mobilità inefficiente: l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico, il traffico, l’incidentalità, il degrado delle aree urbane e il consumo di territorio.

Per ottenere risultati tangibili è indispensabile favorire una mobilità alternativa ai veicoli a motore privati, in centro ma soprattutto in periferia, rendendo più efficienti, confortevoli e sicuri i mezzi pubblici, più estese e sicure le aree ciclabili, più estese le aree per la mobilità pedonale,  più smart il car-pooling e il car-sharing. Senza dimenticare la distribuzione delle merci, con una combinazione ottimale di mezzi più ecologici.

Ma per fare tutto questo anche i milanesi devono sentirsi parte di un progetto pensato proprio per il loro benessere. Nessuno deve restare indietro. I bambini potranno assaporare l’allegria di un passaggio in pedibus per andare  a scuola, i giovani avranno un abbonamento gratuito ai mezzi pubblici per imparare a muoversi nel modo più efficace e rispettoso per la comunità, tutti gli altri pagheranno in rapporto alle proprie possibilità economiche,  quindi i senza reddito non si vedranno privati anche della libertà di movimento. I disabili potranno godere di un servizio a chiamata fin tanto che i mezzi pubblici non verranno adeguati alle loro necessità.

Al contempo anche la città cambierà aspetto. Aree pubbliche oggi deturpate da parcheggi, grazie alla auspicata riduzione dei veicoli, potranno essere riconquistate per il verde o per ricreare spazi per la convivialità.  Grazie all’introduzione di isole ambientali e di aree pedonali, miglioreranno i servizi di prossimità, per rendere meno necessari gli spostamenti con mezzo proprio. Parte della superficie stradale verrà dedicata alla mobilità sostenibile con corsie preferenziali e ciclabili, a scapito dei veicoli privati, per rendere più veloci ed efficienti i trasferimenti con mezzi non inquinanti.

 

Altro principio cardine contempla la graduale sostituzione di tutti i mezzi inquinanti operanti in ambito cittadino con veicoli a emissione zero.

Pur non essendo immediatamente attuabile, a causa della necessità di risorse per ridefinire complessivamente la mobilità comunale, a tendere, si pone come obiettivo la riduzione progressiva della tariffazione dei mezzi pubblici fino ad azzerarla(*) attraverso un’opportuna sperimentazione;

(*)Non stiamo parlando di trasporto gratuito perché dopo tutto, sono i Cittadini che pagano il servizio di trasporto pubblico tramite la fiscalità generale. Infatti il trasporto collettivo – sia pubblico che privato – riceve ingenti sovvenzioni statali, cioè soldi di tutti noi. Il biglietto copre solo una parte dei costi che potrebbero essere recuperati dalla Sanità, dalle grandi opere e più in generale da una gestione più attenta del bene pubblico.

PROPOSTE

Il ridisegno della mobilità milanese si esprime in tutti i comparti, con interventi di breve, medio e lungo periodo:

 

Viabilità

  • Trasformazione dell’attuale area C in una ZTL con accesso solo ai residenti, mezzi pubblici e di servizio. Attiva solo di giorno. Nessuna tassa di accesso ma precisi permessi e regolamenti per alcune categorie di lavoro.
  • Isole ambientali in tutta la città per ridurre la velocità e impedire l’attraversamento veicolare.  In queste “Zona 30” i mezzi motorizzati sono obbligati a dare la precedenza alle biciclette e ai pedoni. Le parti più centrali, ove possibile, restano solo pedonali per ricreare nuove centralità e incentivare negozi e servizi di prossimità.
  • Isole pedonali in aree di particolare interesse storico, artistico, commerciale o residenziale. Ad esempio aree come Corso Buenos Aires e Corso Vercelli verrebbero pedonalizzate divenendo dei formidabili poli pedonali a vocazione commerciale, con la conversione delle carreggiate a verde e arredo urbano, confermando ovviamente la permanenza del tram in Corso Vercelli.
  • Rigoverno dei limiti di velocità per evitare inutili rallentamenti funzionali , ma privi di reali benefici per la sicurezza stradale. Modulazione intelligente dei limiti di velocità portandoli a 70 km/h sui vie di maggior scorrimento, protette, ma riducendoli a 30 km/h (“zone 30”) in tutte le vie dei quartieri ad alta densità abitativa; l’obiettivo e’ far scorrere il traffico dove deve, riducendo l’inquinamento e le code, diminuendo la pericolosità, il rumore e l’inquinamento nelle zone suddette;
  • Assegnazione, per ogni abitazione sprovvista, di un posto auto di prossimità. Rigoverno complessivo dei parcheggi a pagamento e delle relative tariffe.
  • Completamento di un sistema di parcheggi d’interscambio al di fuori della città.
  • Permesso d’ingresso a titolo oneroso per l’ingresso in città dei non-residenti: sarà introdotto un contributo proporzionale al reddito (vedi capitolo “co-finanziamento dei servizi in base al reddito“). Il contributo è a scopo, perché servirà per finanziare i parcheggi d’interscambio modale, e a tempo perché durerà 5 anni. Con l’acquisto del permesso d’ingresso annuo, verrà rilasciato un abbonamento annuale a tutti i mezzi di trasporto pubblico della città.
  • Drastica riduzione dei permessi straordinari di accesso ad Area ZTL, corsie preferenziali e blocchi del traffico
  • Incentivazione dei veicoli elettrici attraverso l’installazione di colonnine di ricarica pubbliche

 

Trasporto pubblico

  • Annullamento delle diverse aree di tariffazione all’interno della città metropolitana a favore di un unico “biglietto metropolitano” più equo
  • Incentivazione dei parcheggi periferici d’interscambio comprendendo nella tariffa del servizio un biglietto giornaliero per tutti i mezzi pubblici.
  • Più usi meno spendi: sconti progressivi fino alla gratuità del servizio man mano che l’utente aumenta l’uso dei mezzi
  • Abbonamenti parametrati al reddito e gratuità per studenti, come concreto impegno per l’educazione ad una mobilità sostenibile.
  • Maggiore sicurezza, comfort e pulizia (videosorveglianza, sistema di climatizzazione estiva e pulizia più accurata dei mezzi)
  • “Mobility card” valida per pagare qualsiasi mezzo di spostamento (bus, metro, bike sharing, car sharing, taxi) con credito prepagato o con addebito su conto corrente, incentivando l’uso dei mezzi pubblici grazie alla semplificazione del pagamento
  • Sistema di valutazione del servizio con segnalazione di problematiche/suggerimenti da parte degli utenti (tramite App/mail/altro), anche attraverso uno sportello on-line, con tempi di intervento ridotti e certificati da standard di servizio
  • Servizio notturno e sicurezza. Servizi pubblici nelle ore notturne con orari fissi; miglioramento dei bus a chiamata; estensione dell’orario di servizio della metropolitana previa opportune sperimentazioni; più telecamere e agenti su chiamata del conducente
  • Conversione progressiva del parco mezzi inquinanti a veicoli con emissioni zero. In particolare sviluppo di nuove linee filobus e mezzi di nuova concezione a minor impatto ambientale;
  • Onda verde per i mezzi pubblici tramite asservimento del sistema semaforico per dare priorità ai mezzi di trasporto pubblico;
  • Corsie preferenziali, ad uso esclusivo dei mezzi di trasporto pubblico di soccorso e di polizia;

Rotaia

  • Piano pluriennale di estensione in periferia delle linee metropolitane e tramviarie per offrire una valida alternativa al trasporto privato pendolare che si sposta verso Milano.
  • Realizzazione prioritaria delle nuove 12 fermate ferroviarie cittadine oltre a quelle extra cittadine previste nel PUMS, che di fatto realizzerebbero una nuova linea metropolitana con costi minimi, utilizzando una infrastruttura già esistente in città

Gomma

  • Revisione dei percorsi affinché vengano puntualmente serviti anche i quartieri periferici della città;
  • Servizio a chiamata per trasporto disabili pubblico come misura transitoria in attesa del progressivo adeguamento dei mezzi di linea

 

Taxi

  • Promozione tariffa collettiva e numero unico comunale obbligatorio per garantire risparmi economici e di tempo all’utenza

 

Trasporto privato

 Auto private

  • graduale ma progressiva sostituzione di tutti i mezzi inquinanti operanti in ambito cittadino con veicoli a emissione zero. Con tale principio si punta alla sostituzione a fine vita degli attuali mezzi inquinanti con mezzi esclusivamente a emissioni zero. Si evita così una dannosa rincorsa alla sostituzione di mezzi ancora funzionanti con mezzi un poco meno inquinanti ma che per essere prodotti generano inquinamento de-localizzato. Inoltre la progressiva diminuzione delle emissioni veicolari ha fatto si che il contributo delle emissioni di particolato da usura (freni, pneumatici ed abrasione del manto stradale), sia diventato decisamente più importante;

Car Sharing

  • Prolungamento dagli attuali 3 ai 5 anni dell’appalto del servizio per permettere maggiori investimenti agli operatori
  • Omogeneità di trattamento tariffario su tutto il territorio comunale per evitare costi superiori per il parcheggio in periferia.
  • Conversione progressiva delle flotte a emissioni zero
  • Tariffazione che tenga conto di tempo d’uso e distanza percorsa per mitigare comportamenti scorretti degli utilizzatori che oggi con la tariffazione a tempo sono portati a “correre” più del dovuto a scapito della sicurezza

Bicicletta e Bike-sharing

  • Estensione del Bike Sharing a tutta la città ed integrazione con il servizio di trasporto pubblico locale
  • Estensione del servizio di Bike Sharing 24H e possibilità di prelievo, anche se non abbonati, con pagamento tramite carta di credito o app.
  • Dotazione di seggiolini per bambini, o secondo cestino, da montare a necessità sul Bike Sharing
  • Orari più estesi e carrozze definite per il trasporto delle bici sul tutte le linee del metro
  • Sviluppo della rete ciclabile urbana secondo standard di mobilità moderna, vedendo lo spostamento in bici come un mezzo strategico sostenibile per rispondere ad una domanda di mobilità, e garantendo dunque percorsi protetti, diretti, veloci e senza interruzioni e tortuosità su tutte le direttrici di scorrimento attraverso una rete diffusa e continua. La base di partenza necessaria sarà la realizzazione di piste ciclabili in sede protetta e a doppio senso di circolazione su entrambe le circonvallazioni e loro integrazione con raccordi sicuri a Area ZTL e Isole Ambientali.
  • Predisposizione ai semafori di una zona anteriore specifica per le bici (sull’esempio svedese) per il cambio di direzione più sicuro ed utile per evitare l’inalazione dei gas di scarico alla ripartenza
  • Realizzazione di “velo stazioni” per una mobilità intermodale tra reti di trasporto pubblico e ciclabile e stalli di sosta in luoghi di particolare interesse di aggregazione pubblica
  • Pianificazione metropolitana della rete ciclabile, collegando anche i comuni della cintura

Pedoni

  • Aumento graduale e progressivo delle isole pedonali in città.
  • Realizzazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Promesso da tempo e mai realizzato, deve essere inserito come prioritario per la mobilità dei disabili. Finanziato per 5 anni, dovrà censire e abbattere le barriere architettoniche esistenti, dagli edifici comunali a scuole, strade, fermate e stazioni dei mezzi pubblici.

Nettezza Urbana

  • Raccolta differenziata dei rifiuti solo in fascia notturna
  • Favorire la progressiva sostituzione dei mezzi inquinanti AMSA con nuovi a emissioni zero

Trasporto Merci

  • Piattaforma logistica d’interscambio merci ai limiti della città per ottimizzare la distribuzione da effettuarsi in città con mezzi a emissione zero. Una volta assicurata una reale alternativa al trasporto merci con vettori collettivi ecologici, la città verrà interdetta a veicoli inquinanti per il trasporto di merci.
  • Creazione in tutta la città di spazi per il trasbordo delle merci da van a cargo bike per la consegna dell’ultimo miglio in isole ambientali e ZTL del centro storico
  • Carico e scarico merci effettuato con mezzi pesanti solo in fascia notturna.

 

TEMPI DI ATTUAZIONE

La sequenza dei provvedimenti è fondamentale per ridurre al minimo i disagi e anzi accedere rapidamente ai benefici che produrrà la mobilità sostenibile.

FASE 1

Le prime misure riguarderanno la fluidificazione del trasporto pubblico. Verranno istituite con la massima priorità le corsie preferenziali per i mezzi pubblici, a partire dalle linee che servono più passeggeri. Parallelamente verranno attivati i sistemi semaforici asserviti al TPL.

Questi due provvedimenti saranno capaci di incrementare la frequenza del trasporto pubblico, aumentando così anche il numero di passeggeri trasportati, senza incrementare né personale né veicoli né costi.

Contestualmente, si realizzeranno le ciclabili in sede protetta su entrambe le circonvallazioni, predispondendole a servire le future isole ambientali.
La riduzione della congestione del traffico nelle ore di punta passa anche attraverso il rigoverno della raccolta dei rifiuti in orari opportuni. Tale provvedimento dovrà essere attuato già nel primo periodo dell’azione di governo.

FASE 2

La chiusura al traffico privato della cerchia dei bastioni potrà iniziare per aree omogenee già entro un anno per completarsi entro l’anno successivo. L’istituzione della ZTL del centro città convertirà di fatto l’area in ciclo-pedonale orientando gli spostamenti dei cittadini anche a modalità diverse dal TPL.
Affinché tutti abbiano pari opportunità anche nella mobilità dovrà essere riattivato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche(PEBA), per tutti gli aspetti che riguardano il TPL. Quindi l’accessibilità delle metropolitane  verrà garantito e tenuto efficiente nel medio periodo. I mezzi di superficie avranno tempi più lunghi perché, quando non adattabili, se ne dovrà attendere la sostituzione a fine vita. Nel frattempo, in sostituzione del servizio di linea, i mezzi del servizio notturno a chiamata effettueranno in orario diurno, servizio a chiamata per disabili.

FASE 3

Una politica tariffaria incentivante l’uso del TPL verrà attuata già nel secondo anno affinché sempre più persone scelgano il mezzo pubblico alleggerendo il traffico privato.

In questa logica anche gli esistenti parcheggi di scambio auto/tpl dovranno adottare, in tempi rapidi, tariffazioni estremamente vantaggiose comprensive di un ticket giornaliero per l’uso di tutti i mezzi.

Il programma di completamento del sistema di parcheggi di scambio in ingresso alla città, dovrà partire in tempi brevi, sovvenzionato dall’istituzione di un  permesso oneroso per l’ingresso in città dei non residenti.

Dopo una attenta progettazione delle isole ambientali e pedonali, realisticamente entro due anni, potrà iniziare la loro realizzazione per settori omogenei della città. Tale progettazione rigovernerà contestualmente la politica dei parcheggi. Anche le piste ciclabili, e con esse il bike sharing, potranno essere compiutamente concepite a seguito di un progetto definitivo delle isole ambientali.

La gestione delle merci dovrà seguire temporalmente la conversione del centro in ZTL e l’introduzione progressiva delle isole ambientali e pedonali.

In riferimento ad una riconversione sistematica di tutte le flotte, non si ritiene di spingere forzosamente alla rottamazione di mezzi inquinanti, ma alla loro sostituzione a fine vita con mezzi a emissioni zero.

LEGENDA

TPL: Trasporto Pubblico Locale;
ZTL: Zona Traffico Limitato;
PEBA: Piano Eliminazione Barriere Architettoniche,
“Zona 30”: Una Zona 30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50 previsti dal Codice della Strada in ambito urbano.

 

INQUINAMENTO ATMOSFERICO

VISIONE

La sfida più importante per le amministrazioni pubbliche della pianura lombarda è risolvibile solo con iniziative coordinate che coinvolgono la società nel suo insieme. Il Comune di Milano 5 stelle vuole essere capofila per intraprendere iniziative sostanziali per ridurre drasticamente l’inquinamento atmosferico.

PRINCIPI

  • La Costituzione art.32 : La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività […].Da ciò ne deriva che l’individuo ha diritto a vivere in un ambiente salubre, ogni attività esercita da qualunque impresa, anche se fatta in nome del progresso, deve essere attenta a non recare danni alla salute degli esseri umani e nel contempo al paesaggio circostante evitando quelle modifiche ambientali e territoriali che potrebbero, nel futuro, andare modificare la “qualità” della vita di ogni cittadino. È inequivocabile che un tasso elevato d’inquinamento crea danni alla salute;
  • Promuovere politiche che riconsiderino nella sua globalità il processo di urbanizzazione, in relazione a fattori fondamentali quali: il livello di qualità dell’aria, lo smaltimento dei rifiuti, il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’utilizzo delle risorse idriche, la disponibilità di aree verdi, il livello di inquinamento acustico e elettromagnetico, ecc.
  • Una rivoluzione culturale che attui un processo di responsabilizzazione del singolo cittadino milanese nei confronti  dell’ambiente in cui vive attraverso la modifica di stili di vita non ecosostenibili;
  • Lo smog non deve essere un emergenza ma un insieme di azioni di prevenzione volte a far si che situazioni di superamento dei limiti di legge non si verifichino o siano quanto più limitati.

PROPOSTE

  • Le componenti principali dell’inquinamento atmosferico cittadino si devono alla mobilità e al riscaldamento; vedi il capitolo “Mobilità”.
  • Implementare il rinnovo dei veicoli adibiti al trasporto pubblico favorendo veicoli sempre meno impattanti dal punto di vista ambientale; vedi il capitolo “Mobilità”.
  • Azioni volte a fronteggiare l’emergenza quale riduzione della temperatura degli stabili e blocchi del traffico devono scattare in modo automatico e avere un team di controllo che vigili sull’attuazione delle azioni introdotte;
  • Entro il 2017 si dovrà sostituire le caldaie più inquinanti a gasolio;
  • Riportare alberi e verde dove non ci sono. L’obiettivo è piantare quanti più alberi selezionati in base alla loro specie (autoctone) e alla capacità di assorbimento degli inquinanti; vedi il capitolo “Verde”

 

VERDE E ARREDO URBANO

VISIONE

Parchi, aiuole e boschi sono essenziali per la salute e la vivibilità nelle aree urbane.
Una Milano che pensa al futuro deve pensare a grandi aree verdi, alla creazione di nuovi parchi, viali alberati, parterre verdi, e orti urbani, perché la diffusione del verde produce ossigeno, abbatte il rumore, assorbe le polveri, crea ombra e fresco durante la calura estiva, Milano, la città del design deve avvalersi di ogni risorsa per l’implementazione del proprio patrimonio naturalistico così da ottenere una generale e complessiva riqualificazione cittadina.

PRINCIPI  E  PROPOSTE

Verde urbano e patrimonio naturalistico

Favorire la crescita del verde pubblico sotto l’aspetto della quantità e della qualità, con piante autoctone del paesaggio lombardo e con attenzione alle grandi aree in trasformazione, puntando al verde ed al riuso del costruito senza consumo di suolo, grazie ad una pianificazione del territorio orientata all’incremento delle aree verdi.

  • Nessuna edificazione su aree verdi e riqualificazione delle aree abbandonate
  • Preservare e avere più cura e gestione delle aree verdi della città
  • Obbligo di bonificare le aree abbandonate
  • Impianto di nuovi alberi per ogni albero abbattuto fino a realizzare una parità qualitativa (in termini di ombra e ossigeno prodotto) invece che quantitativa
  • Divieto di abbattere alberi sani più vecchi di 10 anni se non per gravi pericoli; nel caso di abbattimenti programmati si deve rendere pubblico l’atto/la relazione che ne motiva l’abbattimento, e deve venire apposta una targa ai piedi dell’albero con almeno 30 giorni di anticipo sull’abbattimento, in cui vengano indicati: motivo dell’abbattimento, data dell’ abbattimento, un numero di telefono di un ufficio comunale per avere informazioni più approfondite, e con indicato il luogo dove verranno ripiantati gli alberi per compensare la produzione di ossigeno.
  • Pubblicazione e aggiornamento del censimento degli alberi come “open data” accessibili a tutti
  • Incentivazione dell’adozione/sponsorizzazione di spazi verdi
  • Aumentare i controlli nei parchi per il rispetto dei beni comuni

Cultura del Verde

Milano può trasformarsi in una capitale verde e sostenibile al fine di competere alla pari con le altre capitali europee. Investire in una “Green City” crea benessere, salute e posti di lavoro.

Il cittadino deve diventare protagonista nella cura del verde a partire dalla formazione delle nuove generazioni e al coinvolgimento dei cittadini residenti.

  • Orti nelle scuole dell’infanzia e primarie per attività didattica
  • Creare progetti per incentivare e formare i cittadini, sulla creazione di orti urbani e verde sui balconi e terrazzi, favorire la realizzazione di pareti verdi
  • Incentivare i cosiddetti tetti verdi, in tutta la città, partendo dagli stabili comunali
  • Allestire serre comunali da gestire anche attraverso il baratto amministrativo e maggiore diffusione dei prodotti a Km zero nei mercati cittadini

Aree dismesse e rete dei parchi pubblici

Realizzare un’area in stile CENTRAL PARK nell’area dello scalo dismesso Farini da connettere con il parco della Goccia di Bovisa e limitrofi fino alle grandi aree verdi del Parco delle Groane e del Parco Nord.

  • Incrementare i collegamenti verdi di “cintura” tra parchi, in modo da creare un anello verde intorno alla città
  • Valorizzare le circa 60 cascine cittadine dal grande valore storico e ambientale
  • Incrementare i progetti agricoli e sul verde pubblico coinvolgendo i comuni della città metropolitana

ARREDO URBANO

È necessario impegnarsi per riqualificare le vie e le piazze periferiche con la collaborazione dei professionisti del design anche creando nuove aree pedonali. Una speciale attenzione deve essere posta alle barriere architettoniche al fine di rendere autonomi i cittadini disabili nell’utilizzo degli spazi urbani e dei servizi pubblici.

  • Eliminare le pubblicità abusive e invasive
  • Ottimizzare il numero dei pali e eliminare quelli inutili che “infestano” le strade
  • Aumentare il numero dei cestini per la raccolta differenziata e migliorare il design e la funzionalità
  • Ottimizzare i punti luce LED ed eliminare la dispersione della luce pubblica
  • Aumentare le rastrelliere per biciclette in tutta la città
  • Censire e ottimizzare le aree giochi per bambini da incrementare nelle vicinanze di scuole e inserire giochi utilizzabili anche dai bambini disabili
  • Aumentare le panchine, i percorsi vita, le fontanelle nei giardini, nei parchi pubblici e nelle aree cani.
  • Inserire alberature nelle aree cani ove mancanti
  • Collocare bagni pubblici in più aree della città, curando il design, l’igiene e la funzionalità delle attrezzature
  • Affidare progetti di arredo urbano tramite concorsi di progettazione e il coinvolgimento della cittadinanza.

POLITICHE ENERGETICHE

VISIONE

Le politiche connesse all’energia, oltre che un dovere morale verso le future generazioni, sono anche un motore per l’economia.   La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio da sola può risollevare le sorti dell’intero settore edilizio con una prospettiva di medio e lungo termine, e con investimenti che in effetti si ripagano con gli effettivi risparmi nel bilancio energetico e con una maggiore indipendenza dalle fonti di approvvigionamento.

PRINCIPI

  • Riduzione delle emissioni di CO2 che pur avendo un peso economico sui bilanci vengano ripagati nel medio-lungo termine e che finalmente incidano sulla salute e il risparmio dei cittadini contribuenti.
  • Applicazione piena della normativa nazionale vincolante per gli Enti Locali su certificazione energetica degli edifici ed efficientamenti.
  • Estensione degli obiettivi dell’Amministrazione comunale a quelli previsti da Europa

2030, a prescindere dal quadro nazionale.

  • Allocazione di una quota di bilancio predeterminata e fissa negli anni per potere avere la possibilità di pianificare correttamente la riqualificazione edilizia delle proprietà comunali e l’incentivazione all’uso delle energie rinnovabili
  • Incentivazione diretta alle riqualificazioni energetiche dei privati di edifici, impianti ed autoveicoli ed alla loro sostituzione, attuata non con contribuzioni indifferenziate e a pioggia ma con agevolazioni finanziarie e semplificazioni normative.
  • Interazione con le Esco (Energy Service Company) per la definizione di modalità di incentivazione delle riqualificazioni dello stock edilizio privato.
  • Riqualificazione delle reti di fornitura di calore ed energia di partecipate comunali e pianificazione della sostituzione delle centrali di produzione in tipi più evoluti.
  • Rientro delle società partecipate e controllate che si occupano di distribuzione dell’energia sotto il controllo completamente pubblico.
  • Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili, rivedendo gli strumenti attualmente in vigore di competenza comunale (PGT, disciplina dei cambi d’uso, premialità edilizie ecc.).
  • Individuazione di un Ente scientifico e indipendente che informi sui rendimenti delle diverse tecnologie, che collabori con le strutture del Comune e che funga da Ente di controllo per gli accreditamenti delle procedure oggetto di incentivazione.
  • Riqualificazione e riconversione dei parchi veicolari e di trasporto pubblico dell’Amministrazione e delle controllate/partecipate, pianificando il raggiungimento di prestazioni a impatto zero, con trasporto su gomma unicamente elettrico.
  • Promozione del telelavoro per i dipendenti comunali.
  • Promozione di ogni forma di commercio di articoli prodotti con meno energia, con basso impatto ambientale e a chilometro zero.
  • Campagne comunali di informazione, a partire dal potenziamento degli sportelli energia fino alle campagne di sensibilizzazione a livello scolastico sulle buone pratiche energetiche, sulla limitazione dei consumi domestici per una presa di coscienza del cittadino del tema e delle implicazioni economiche, sociali e sanitarie.

PROPOSTE

Riqualificazione energetica del patrimonio pubblico

  • Completamento della dotazione degli Attestati di Prestazione Energetica per tutti gli immobili di proprietà comunale ed esposizione in tutti gli edifici ad uso pubblico.
  • Rispetto e superamento delle scadenze previste dal Decreto Legislativo 102/2014, ossia 3% di superficie coperta degli immobili comunali da efficientare ogni anno, recuperando il ritardo accumulato.
  • Accesso e utilizzo dei Fondi europei BEI, BERS, FESR, Fondo di Coesione, FSE, e soprattutto dei Fondo Strutturale per la Crescita sostenibile.
  • Adozione degli obiettivi europei Clima Energia 2030:

o   riduzione almeno del 40% delle emissioni responsabili dell’effetto serra, rispetto ai

o   valori del 1990;

o   utilizzo di una quota minima del 27% di energie rinnovabili;

o   incremento di efficienza energetica almeno al 27%, da verificare nel 2020, con obiettivo al 30% entro 2030;

  • Riqualificazione energetica di tutti gli edifici di proprietà comunale locati o utilizzati da terzi a tutti i livelli, del proprio parco veicolare ad uso pubblico e privato e dei medesimi comparti di tutte le società controllate.
  • Obbligo di acquisto di veicoli esclusivamente elettrici sin da subito per l’autotrazione su gomma per la flotta non TPL (manutenzioni, personale, rappresentanza, trasporti merce), per la flotta TPL un indicazione di prospettiva.
  • Ripresa ed estensione dei controlli sugli impianti termici, con una rivalutazione dei servizi e dell’attività di AMAT, che è già interlocutore del Comune nell’esternalizzazione dei servizi legati all’urbanistica e alle progettazioni.

 

Riqualificazione energetica del patrimonio privato

  • Incentivazione al miglioramento energetico dello stock edilizio abitativo e produttivo presente sul proprio territorio e dissuasione di comportamenti e situazioni difformi.
  • Campagne di controllo sugli impianti termici da parte degli ispettori comunali dando priorità alle sostituzioni dei generatori con combustibile solido e liquido e/o con età maggiore di 15 anni e/o dove si riscontra mancanza di documentazione obbligatoria e/o impianti appena censiti ma non nuovi.
  • Ridefinizione delle premialità edilizie previste dal PGT e dal Regolamento edilizio, e ridefinizione di altri incentivi, agevolazioni e sanzioni.
  • Creazione di un Fondo proprio, garantito dal patrimonio immobiliare comunale, per il finanziamento della riqualificazione energetica per facilitare l’accesso al credito dei condominì e per la gestione dei flussi e dei pagamenti dei finanziamenti europei.
  • Intensificazione dei controlli ex post agli interventi di riqualificazione energetica che hanno usufruito di incentivi e premialità e maggiore attività di assistenza nelle riconversioni e negli aggiornamenti, modificando il Regolamento Edilizio, troppo vago al riguardo.
  • Potenziamento dell’attività dello Sportello Unico Edilizia come punto di riferimento amministrativo per un rapido ed efficace orientamento delle pratiche.

 

 

Incentivazione all’utilizzo delle energie rinnovabili

  • Agevolazioni o riduzioni di imposte locali ai privati ed alle aziende che utilizzano fonti di energia rinnovabile per uso esclusivamente adibito a fabbisogno di riscaldamento, produzione di acqua calda sanitaria o per processi industriali.
  • Modifica delle premialità stabilite dal Regolamento Edilizio per installazione di impianti fotovoltaici o di generazione e controllo del calore aggiornati e performanti.
  • Agevolazioni finanziarie ad opera di un Fondo proprio del Comune per l’acquisto di veicoli elettrici ed  ibridi, in cumulo con i finanziamenti nazionali e comunitari (se presenti) o indipendentemente da essi, sia su acquisti al nuovo che su riconversioni del parco circolante. L’incentivazione all’acquisto di veicoli elettrici deve essere preponderante rispetto alle altre riconversioni.
  • Focalizzazione dell’incentivo sull’utente finale (soggetto pagatore), non assistenzialismo a pioggia sulla categoria degli installatori.
  • Ripresa e moltiplicazione dello strumento degli “Sportelli Energia”, dandone maggiore diffusione, implementando nuove funzioni di consulenza anche commerciale, introduzione di servizi a pagamento, coordinamento di installatori e produttori per la calmierazione dei prezzi e l’incentivazione all’utilizzo delle rinnovabili.
  • Riconsiderazione delle politiche su termovalorizzatori e teleriscaldamento, pianificando la riconversione delle reti esistenti e di quelle in realizzazione in vista di una sostituzione delle sorgenti con centrali di produzione di calore su differente tecnologia.
  • Studio di fattibilità, per tutti gli edifici di proprietà comunale, per l’installazione di pannelli fotovoltaici/solari.
  • Diffusione dei sistemi di accumulo e dell’autosufficienza per edifici pubblici e scuole.
  • Incentivazione e promozione della realizzazione di centrali di cogenerazione.
  • Incentivazione e valorizzazione dell’utilizzo dei resi vegetali da attività agricola in parchi e cascine a fini energetici (biomasse/biogas).

 

Informazione

  • Monitoraggio dell’inquinamento e controllo delle procedure di infrazione.
  • Campagne di sensibilizzazione della cittadinanza.
  • Diffusione di contenuti e informazioni su crescita sostenibile e altri modelli di sviluppo economico e sociale.

 

ACQUA PUBBLICA

PRINCIPI

L’acqua è fondamentale per la vita e la salute, tutti ne hanno bisogno, è un bene comune, un monopolio naturale; l’accesso all’acqua deve essere un diritto umano universale. Nel 2010 l’Assemblea delle Nazioni Unite e nel 2015  il Parlamento Europeo hanno affermato il diritto umano all’acqua e la sua esclusione dalle regole del mercato, l’acqua non è una merce!
Laddove la gestione dell’acqua è stata affidata ai privati questi non hanno quasi mai migliorato le infrastrutture, viceversa hanno portato speculazioni e  canoni sempre più ingenti ai cittadini.
Nel 2011 un referendum ha sancito la volontà popolare di mantenere l’acqua un bene gestito esclusivamente da mani pubbliche.

PROPOSTE

  • Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e deve rimanere gestito da società al 100% in mano pubblica, meglio se da una sola grande azienda pubblica che gestisca l’acqua di tutta la città metropolitana con la partecipazione dei cittadini negli organi di controllo;

 

  • Manutenzione ed efficentamento degli impianti ai fini del mantenimento di una buona qualità e della sicurezza per la salute;

 

  • Accesso gratuito al quantitativo minimo vitale di 50 litri al giorno pro capite giornaliero garantito;

 

  • Campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla qualità dell’acqua pubblica al fine di incentivare il consumo di acqua del rubinetto a discapito di quella in bottiglia, anche per ridurre l’utilizzo della plastica che grava sul ciclo dei rifiuti.

 

 

 

GESTIONE DEI RIFIUTI

VISIONE

L’obiettivo principale in materia di gestione dei rifiuti è quello della “Strategia Rifiuti Zero” e, quindi, anche della riduzione al minimo delle conseguenze negative che la produzione e la gestione dei rifiuti hanno per la salute umana e l’ambiente.
Una Milano che, pur trovandosi sul podio delle città a livello internazionale sopra il milione di abitanti per i risultati ottenuti con la raccolta differenziata che a dicembre 2015 si attesta al 53%, con determinazione e coraggio deve puntare a livelli molto più elevati.
Una Milano in cui, l’aumento dei rifiuti è un fattore che può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile.

 

PRINCIPI

  • Prevenzione: azioni semplici e incisive sui comportamenti di tutti i cittadini atte ad evitare di produrre rifiuti.
  • Preparazione per il riutilizzo: controllo, pulizia e riparazione al fine di rendere i prodotti o parte di essi, destinati a rifiuto, pronti per il riutilizzo senza ulteriori trattamenti.
  • Riutilizzo dei prodotti: costruzione e sostegno di reti di riutilizzo e di riparazione.
  • Riciclaggio: massimo recupero possibile dei materiali di rifiuto e loro riutilizzazione.
  • Responsabilità dell’impresa post vendita: accollo dei costi derivanti dallo smaltimento e riciclo dei prodotti che hanno esaurito la loro utilità.
  • Massimizzazione dei recuperi di risorse: attuare una “Economia circolare” per la a minimizzazione del rifiuto residuo e il maggior recupero dei materiali valorizzabili.

PROPOSTE

Adesione alla strategia rifiuti zero

Riduzione alla fonte della produzione di rifiuti, in ottemperanza alla normativa comunitaria.

Creazione di un “Osservatorio rifiuti zero” al quale partecipano il Comune, il gestore del servizio di raccolta, i portatori di interesse, i comitati locali, le Università ed i Centri di Ricerca con studio permanente dei rifiuti costituenti “indifferenziato”.

Individuazione di obiettivi progressivi di minimizzazione del rifiuto residuo indifferenziato in kg/ab.anno, sul modello di altre città europee virtuose.

Obbligo per tutte le municipalizzate e società partecipate di attuare protocolli per gli ”Acquisti Verdi” (Green Public Procurement) contribuendo a creare  un mercato di sbocco ai prodotti da riciclaggio.

Introduzione della tariffa puntuale

Graduale Attuazione tariffa puntuale sull’indifferenziato: viene contabilizzata la produzione effettiva di rifiuti, conteggiando prevalentemente l’indifferenziato e incentivando in tal modo i cittadini, oltre che a produrre meno rifiuti in totale, ad effettuare correttamente le differenziate.

Miglioramento del servizio porta a porta in tutti i quartieri (anche in quelli più problematici).

 

Separazione dei servizi di raccolta e di smaltimento

Attuazione della separazione dei ruoli tra gestore della raccolta differenziata e gestore dello smaltimento dei rifiuti, con distinti contratti di servizio.

Le aziende che potranno partecipare alla gara per la raccolta dei rifiuti non dovranno essere proprietarie di inceneritori e/o discariche.

Incremento e riorganizzazione delle riciclerie e creazione di centri per il riuso

Aumento del numero di riciclerie all’interno della Città con estensione dell’orario di apertura giornaliero e ampliamento della gamma del rifiuto consegnabile ovvero (imballaggi in cartone, materiali RAEE, macerie, sanitari e calcinacci).

Introduzione di centri per il riuso al fine di consentire l’allungamento della vita dell’oggetto attraverso la sua eventuale vendita o consegna a titolo gratuito coinvolgendo le associazioni e le scuole.

Creazione di laboratori di “trashware” per il riciclo di vecchi computer e strumenti elettronici anche al fine dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

Progetti speciali

Attivazione di corsi di formazione per il riciclo, il riuso e la corretta differenziazione dei rifiuti da effettuarsi nelle scuole e nei quartieri accompagnati da dimostrazione pratica.

Applicazione di una rigorosa raccolta differenziata in tutti gli uffici pubblici e nelle scuole (attivando per queste ultime alcuni progetti virtuosi che permettano alle scuole di recuperare fondi utili all’istituto).

Controllo della differenziazione dei rifiuti dei mercati e delle feste di via, sensibilizzando i commercianti.

Introduzione dell’obbligo di utilizzare stoviglie, bicchieri e posate esclusivamente in ceramica, metallo o materiale compostabile in tutti gli uffici pubblici, in tutte le mense comunali e convenzionate, e in tutti gli eventi finanziati e patrocinati dal Comune di Milano e/o che si svolgono sul territorio cittadino.

Riduzione degli imballaggi mediante incentivazione della diffusione dei distributori automatici “alla spina”.

Favorire l’installazione di compostiere al posto dei contenitori per organico nelle scuole o nelle piccole aree verdi ed utilizzo del compost prodotto nelle stesse aree verdi in cui vengono collocate.

Introduzione di incentivi comunali all’utilizzo del vuoto a rendere e per l’acquisto della compostiera domestica ed eventuale riduzione della tassa sui rifiuti.

 

SICUREZZA E COESIONE SOCIALE

VISIONE

Le competenze del Comune in materia di sicurezza sono limitate e per più esercitabili indirettamente, ne va tenuto conto per non suscitare aspettative illusorie.

La sicurezza nella città si persegue innanzitutto mediante la coesione sociale, in seconda istanza con la prevenzione delle condotte illecite e in ultima analisi con la repressione di queste. Quanta più repressione risulti necessaria, tanto più la prevenzione avrà mancato e, prima ancora, avrà mancato la realizzazione di una coesione sociale adeguata.

PRINCIPI

La criminalità diffusa, aumentata negli ultimi anni, è anche quella soggettivamente  più percepita dai cittadini e ciò non va sottovalutato perché  essa direttamente aggredisce i beni personali.

La sensibilità e la partecipazione della comunità milanese in materia di sicurezza negli ultimi anni si sono indebolite e vanno rivivificate. L’educazione di ogni cittadino alla legalità e al rispetto delle altrui prerogative costituisce, al di là di ogni pur imprescindibile intervento repressivo, il fondamento di quel controllo sociale diffuso che già in partenza può validamente prevenire gli atti in pregiudizio della sicurezza quotidiana di ognuno.

Cittadini stessi possono fungere da “punti-luce”, soprattutto se associati in attività continuative sul territorio, riconoscibili dagli abitanti dei rispettivi quartieri come presidio sociale per il fatto della loro sola presenza, passiva ma non ininfluente agli effetti della sicurezza.

Rivitalizzare la vita sociale soprattutto negli angoli degradati della città, riportando le persone nelle strade, scoraggia i malintenzionati assicurando migliori livelli di sicurezza a tutti.

PROPOSTE

Piano istituzionale

 

Snellimento della macchina comunale, appesantita da verticalizzazione eccessiva, che  spesso non riesce a fornire risposte tempestive alle criticità rilevate.

Istituzione di uno “sportello unico sicurezza” cui accentrare segnalazioni in ogni forma (telefono, email, personali, online) da incoraggiarsi e semplificarsi anche tramite Agorà virtuale e applicazioni dedicate senza con ciò escludere le persone impossibilitate a tali accessi, fermo restando che segnalazioni fuori dalla competenza comunale vanno tempestivamente inoltrate agli ambiti di competenza.

Convocazione di Consigli di Municipalità aperti alla cittadinanza e di assemblee di quartiere sul tema sicurezza, per consentire un’ampia, effettiva ed efficace collaborazione tra i cittadini e il Comune sull’attuazione pratica delle predette e di altre iniziative.

 

Operatività generale

 

Maggiore impegno in sicurezza attiva, per esempio con programmazione di pattugliamenti anche notturni di polizia locale devolvendo compiti amministrativi a personale ordinario per liberare forze sul territorio e in ancora più stretto coordinamento con le forze dell’ordine.

Maggiore impegno in sicurezza passiva, per esempio con installazione telecamere aggiuntive, a gestione “intelligente” con capacità di lettura e riconoscimento, posizionate in punti di effettiva utilità anche nella periferia e con monitoraggio di soggetti e veicoli sconosciuti stazionanti senza apparente causa nei quartieri. In casi particolari, ove possibile e compatibile con le vigenti norme a tutela della privacy, anche con  posizionamento di telecamere in modalità mimetizzata.

La copertura degli oneri per miglioramento della sicurezza attiva e passiva è assicurata ricalibrando capitoli di bilancio di meno impellente necessità come per esempio cerimoniale, protocollo formale, rappresentanza.

Ulteriore rafforzamento della sinergia fra tutte le sale operative esistenti.

Promozione di incontri periodici di raccordo in materia di sicurezza con la partecipazione di amministrazione comunale, forze dell’ordine, prefettura e comitati locali.

Potenziamento della pubblica illuminazione stradale nei contesti ove ciò assicuri una maggior sicurezza ai cittadini.

 

Presidio del territorio

 

Potenziamento per quanto necessario e opportuno delle funzioni attribuibili alla polizia locale in materia di sicurezza  in base a quanto già  previsto di Legge.

Presidio permanente di agenti della polizia locale o pubblici custodi in piazze, parchi, ospedali, scuole, impianti sportivi e luoghi pubblici a maggiore rischio sicurezza.

Maggior presidio di legalità e dell’ordine pubblico nei siti della cosiddetta “movida”.

Intensificazione dell’attività preventiva e repressiva in contesti di potenziale criticità come per esempio in aree di sale giochi per possibili infiltrazioni criminali, in aree di discoteche e locali notturni per possibile spaccio di stupefacenti, in aree di prostituzione per criminalità connessa, presso esercizi commerciali per anticorruzione.

Mantenimento della legalità a fini di sicurezza nei centri sociali occupati e nei circoli privati.  Anche siti gestiti da associazioni di ogni tipo comprese le confessionali devono possedere i debiti requisiti, svolgere attività legali e osservare gli orari dovuti.

Vigilanza sistematica della polizia urbana anche in borghese sui mezzi di trasporto pubblico, supportata da efficaci modalità di telecontrollo e allarme  come per esempio il pulsante di emergenza per il conduttore e telecamere protette.

Visibilità sul territorio e prossimità effettiva dei “vigili di quartiere“, da incrementare nel numero, che perlustrino in bicicletta o a piedi, con possibilità di collegamento in tempo reale con le forze dell’ordine. Perché il “vigile di quartiere” acquisisca adeguata conoscenza del territorio il relativo incarico dovrà avere congrua durata, tenuto conto dell’insopprimibile necessità di rotazione.

Utilizzo di supporto, con apposite convenzioni e in sinergia con la polizia locale e le forze dell’ordine, di soggetti già operanti sul territorio come per esempio Istituti di Vigilanza, GEV, Protezione Civile, conduttori ATM e conduttori di taxi per monitoraggio continuativo e segnalazioni di problemi in tempo reale.

Censimento per finalità di sicurezza dei locali affittati/sfitti e ove possibile degli insediamenti non censiti che sfuggono ai censimenti “ufficiali”.

 

Cittadinanza attiva

 

Sperimentazione col supporto dell’amministrazione del “controllo di vicinato” nelle forme già realizzate altrove in quanto espressione di solidarietà comunitaria come presidio territoriale diffuso , deterrente al compimento di reati predatori.

Incoraggiamento all’utilizzo di reti locali gestite tramite  Whatsapp o simili, già sperimentate in città, per esempio per segnalazione di emergenze presso attività commerciali anche notturne.

 

Educazione e prevenzione

 

Educazione scolastica alla sicurezza, tramite convenzioni con gli istituti scolastici, da attuarsi con l’intervento di operatori del settore.

Campagna di sensibilizzazione degli anziani ultrasessantacinquenni, prioritariamente di chi abita solo, a elementari misure di precauzione e di sicurezza. Essa potrà svolgersi sia con accesso al domicilio di personale anche volontario purché adeguatamente formato che illustri agli anziani la correlata problematica e consegni pro memoria materiale illustrativo scritto, sia con organizzazione di incontri a tema nei quartieri con l’intervento di “istruttori” della PS, dei CC e della PL.

 

Incentivi pro sicurezza

 

Istituzione di agevolazioni economiche comunali, integrative di quelle statali, ai cittadini che installino nelle proprie abitazioni o nei propri esercizi commerciali dotazioni di sicurezza passiva come per esempio telecamere, antifurti, teleallarmi, cancelli e inferriate di sicurezza, vetri antisfondamento, porte blindate. Tali agevolazioni potranno avere le seguenti forme:

  • piccoli contributi a fondo perduto;
  • bonus fiscali come per esempio sconto TARI;
  • agevolazioni nei relativi servizi, per esempio tramite convenzioni stipulate dall’amministrazione comunale, sia di tariffario con installatori e manutentori sia di finanziamento con  istituti bancari.

La copertura degli oneri derivanti da dette agevolazioni è assicurata, entro limiti annuali prefissati, ricalibrando capitoli di bilancio di meno impellente necessità come per esempio cerimoniale, protocollo formale, rappresentanza.

 

 

IMMIGRAZIONE

VISIONE

Decoro, dignità e coesione per contrastare degrado, ghettizzazione e illegalità.

Ottimizzazione dell’accoglienza e dell’identificazione del migrante, da ogni punto di vista.

Agevolazione della integrazione degli stranieri regolari, nel rispetto dell’identità culturale di ognuno, che può portare benefici a tutti.

Fermo contrasto di ogni condotta in spregio della civile convivenza.

PRINCIPI

Il fenomeno migratorio non è meramente emergenziale bensì strutturale e dunque la sua  gestione deve essere programmata sul lungo periodo in maniera sistematica e controllata, agendo su queste linee:

  • Contrasto alla speculazione affaristica sull’accoglienza, miglioramento dei servizi, controlli sistematici sui servizi erogati.
  • Il tenore dei rapporti con le comunità straniere è essenziale per una buon integrazione.
  • La crescente eterogeneità delle comunità straniere in città – e non solo di quelle ascrivibili all’Islam –  rende più problematica la governabilità, poiché se l’immigrazione di massa è un vantaggio per l’economia privata essa non deve risultare fonte di disagio per i comuni cittadini. Decisivo risulta quindi essere l’impegno di ordine culturale e di confronto, nelle varie possibili modalità, fra diversi che debbono essere portati a capirsi.

PROPOSTE

Accoglienza

Centralizzazione dei servizi di accoglienza riducendo gli appalti, sia per migliorare gli standard che per aumentare il controllo.

Rigorosi e sistematici controlli di ordine amministrativo e normativo, per quanto di competenza comunale, sulle strutture di accoglienza con sanzioni in caso di irregolarità rilevate, perché il fenomeno migratorio non deve alimentare guadagni illeciti sull’accoglienza.

Estensione del tesseramento degli ospiti a tutti i centri di accoglienza per rafforzare la sicurezza, evitare utilizzi impropri dei servizi, controllare più efficacemente lo stato dell’assistenza erogata. La tessera, diversificata per i migranti identificati e non identificati, potrebbe anche dare accesso modulare a servizi esterni.

Integrazione

Istituzione di una consulta permanente per meglio sviluppare e gestire i rapporti con le comunità di stabile immigrazione.

Potenziamento dei civici corsi gratuiti e diffusi d’italiano per stranieri, con anche docenti madrelingua per meglio mediare il rapporto di apprendimento, si rendono fondamentali, essendo la conoscenza della lingua della comunità ospitante un vettore fondamentale d’integrazione.

Contrasto del degrado, possibile incubatore d’illegalità, sia prevenendo la creazione di ghetti abitativi, sia opponendosi alla disgregazione del tessuto socio-urbanistico determinato da attività al limite della legalità, sia evitando occupazione improprie e abituali di gruppi etnici in luoghi pubblici per informali e non autorizzate manifestazioni proprie.

Istituzione nei quartieri più problematici di sportelli e presidi di ascolto e di mediazione per prevenire e comporre i possibili conflitti.

Attività di controllo

Impiego della polizia locale, come già avviene altrove, per la gestione di taluni fenomeni correlati all’immigrazione. Posta la limitatezza delle competenze comunali in tale materia è possibile avvalersi anche di profili operativi non sempre utilizzati dalla polizia locale e adibirla a presidio sul territorio in cooperazione con le forze dell’ordine mediante convenzioni apposite.

Incremento dell’attenzione che il Comune può esercitare verso flussi finanziari importanti, in entrata e in uscita, correlati alla cospicua presenza di stranieri, a impedire movimenti transfrontalieri di somme di provenienza illecita o riciclate, che potrebbero realizzarsi anche per vie poco appariscenti come per esempio i punti di trasferimento del denaro, o disinvolte compravendite di esercizi commerciali. Tale attenzione va posta altresì, nel normale ambito dei controlli, a determinate attività economiche, per i seguenti profili:

  • irregolarità nei rapporti di lavoro, anche di datori di lavoro italiani che utilizzano manodopera straniera;
  • igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • genuinità di cibi e bevande somministrati;
  • situazioni abitative come per esempio laboratori-dormitorio o stanze sovraffollate annesse al luogo di lavoro;
  • abitazioni affittate a stranieri e occupate da un numero di inquilini superiore alla capienza dichiarata dal proprietario al fine di evitare condizioni di degrado e/o rischio sicurezza.


Cooperazione

Sviluppo di buone pratiche cooperative modellizzabili, attraverso iniziative, anche di scambio e  confronto culturale, con l’investimento di risorse anche proprie, per esempio contribuendo in loco alla formazione di nuove professionalità e all’intrapresa di nuove attività: a un affamato non si deve regalare un pesce per l’oggi ma insegnare a pescare per sempre.

 

POLITICHE ABITATIVE

VISIONE

La visione futura contempla, progressivamente, una chiara divisione tra edilizia privata e quella pubblica, anche aumentando il reddito d’accesso massimo per la edilizia pubblica in modo da assorbire le necessità di chi resta comunque escluso dall’affitto privato.

I finanziamenti pubblici saranno finalizzati, a tendere in modo esclusivo, all’edilizia pubblica per consentire a tutti coloro che non sono in grado di accedere all’acquisto o all’affitto privato di avere un’abitazione.

In tal modo, la bolla speculativa che ha reso la casa fonte di speculazione finanziaria, dovrà tendere a sgonfiarsi riproponendo affitti e costi d’acquisto riportati al loro valore reale e alla capacità delle famiglie di sostenerli.

Ogni cittadino deve tornare a essere libero di scegliere tra affitto e acquisto.

Questa visione e gli interventi proposti delineano una strategia che impatta vari livelli istituzionali, dal parlamento Europeo e nazionale, alle Regioni e ai Comuni : la loro realizzabilità è quindi in parte condizionata al successo degli interventi sulle leggi in vigore a vari livelli.

 

PRINCIPI

La casa è un bene primario riconosciuto dallaDichiarazione Universale dei Diritti Umani”, 10 dicembre 1948, art. 25, dal “Patto internazionale dei diritti economici, sociali e culturali”, ratificato dall’Italia il 15.12.1978, l’art. 11 ed anche l’Ufficio ONU dell’Alto Commissariato per i Diritti umani ha dedicato a questo tema un proprio rapporto (“The Right to adequate Housing”, Ginevra 09, 14883, 11.2009).

L’impoverimento continuo delle famiglie ha incrementato la domanda di case popolari a canone sociale; la buona politica, quella per i cittadini, non può esimersi da porre una delle sue priorità sulla formulazione di un “Piano casa” che tuteli e sviluppi l’Edilizia Residenziale Pubblica modificando progressivamente, le norme vigenti a tutti i livelli: comunale, regionale e  nazionale.

Le normative prodotte negli anni sull’edilizia pubblica e privata hanno solo dimostrato l’incapacità della risposta istituzionale ai fabbisogni dei ceti più deboli; a Milano 23.000 famiglie sono in lista di attesa per una casa popolare, e sono pendenti oltre 15.000 richieste di sfratto a fronte di circa 1.000 assegnazioni nel 2015.

Oggi si sottraggono progressivamente risorse all’Edilizia Residenziale Pubblica coinvolgendo il “privato sociale”, già fonte di mala gestione e di formazione di caste privilegiate, nella gestione dell’offerta e dell’emergenza abitativa attraverso la proposta di fantasiosi scenari che realizzano vari mix (sociali, etnici, generazionali o forme di solidarietà obbligata) mentre in realtà le famiglie sfrattate finiscono in mezzo alla strada senza alcuna alternativa, nemmeno precaria.

E stato trasformato il diritto all’abitare in una richiesta di carità pubblica o privata.

Per le competenze comunali sarà data applicazione alla visione generale e strategica enunciata, modificando le priorità sino ad ora seguite, spostando gli interventi da generici aiuti “a pioggia” a interventi mirati alla soluzione strutturale dell’emergenza abitativa milanese.

Il comune di Milano, si farà promotore di intervenire presso i Sindaci degli altri comuni coinvolti nell’”emergenza abitativa” affinché, sia in sede regionale che nazionale, siano attuate le politiche necessarie, anche modificando le norme vigenti, affinché il diritto all’abitazione diventi un diritto reale.

 

PROPOSTE

  • Istituzione dell’Assessorato alle Infrastrutture Pubbliche e ai Servizi Abitativi: strategico per il Comune di Milano. Contrariamente all’amministrazione comunale uscente, le politiche abitative saranno una delle priorità per il Movimento 5 Stelle che trasformerà l’Assessorato alla Casa in una struttura che dovrà avere al suo interno tutte le competenze per lo sviluppo sostenibile e coerente con le necessità dell’edilizia residenziale, in modo prioritario quella pubblica e il Piano di Governo del Territorio. Saranno rispettati i principi del recupero, riuso, zero consumo del territorio e zero emissioni inquinanti.

 

  • Devoluzione del patrimonio Aler sul territorio di Milano al Comune e creazione di un unico Ente pubblico non a finalità economica per la gestione integrata delle case popolari di Aler e del Comune di Milano al fine di garantire coordinamento, controllo ed efficienza del servizio e gestione per l’utenza. Indispensabile contrastare la permanenza degli assegnatari che non ne hanno diritto per reddito, per abusivismo, per cronica morosità colpevole o che sono già proprietari di casa che preclude l’assegnazione di alloggio popolare. Poiché oggi il quadro normativo non permette la sua attuazione sarà necessario un impegno a tutti i livelli (comunale, regionale e nazionale) da parte del M5S affinché si creino le condizioni per la sua realizzazione.

 

  • Sviluppo di un sistema informatico integrato pubblico e privato consultabile dai cittadini che fornisca, in tempo reale: le disponibilità, le assegnazioni, le liste d’attesa e le programmazioni delle assegnazioni di case pubbliche.

 

  • Assegnazioni per coabitazione. Va esteso l’accesso alle case popolari, quale servizio sociale, alle persone non legate tra loro da vincoli di sangue o legali, che decidono di abitare nella stessa casa per motivi affettivi o economici. In tal modo s’incentiverebbe il mutuo sostegno, socialmente importante soprattutto nei quartieri popolari e si ridurrebbero le richieste di case popolari di singole persone (divorziati, anziani, ecc).

 

  • Eliminazione dei “Bandi” per l’assegnazione a particolari “categorie”. Nella logica del diritto alla casa per tutti i cittadini e dovere sociale nei confronti di coloro che si trovano in difficoltà economica, riteniamo arbitrari e discriminanti i Bandi l’assegnazione delle case popolari a specifiche tipologie: giovani coppie, per alloggi da ristrutturare, singoli, ecc.. Tali iniziative discriminano quanti già in lista di attesa rispetto a coloro che possono rientrare nelle specifiche del Bando e creano artificialmente inaccettabili “diversità di diritto” all’abitazione.  Le assegnazioni devono rispettare le liste d’attesa. I Bandi speciali sono un erroneo tentativo di porre rimedio all’incapacità gestionale del patrimonio pubblico da parte di Aler e del Comune di Milano.

 

  • Priorità all’Edilizia Residenziale Pubblica. Vanno tendenzialmente azzerati nel tempo i finanziamenti a tutela dell’edilizia privata di “housing sociale” rivelatosi utile solo ai profitti privati e totalmente ininfluente rispetto al fabbisogno di edilizia a canone sociale. Questi finanziamenti vanno riportati all’edilizia sociale pubblica, modificando anche i limiti di permanenza reddituale delle famiglie. Poiché oggi il quadro normativo non permette la sua completa attuazione sarà necessario un impegno a tutti i livelli (comunale, regionale e nazionale) da parte del M5S affinché si creino le condizioni per la sua realizzazione.

 

  • Ripristino del custode quale primo presidio di controllo dello stabile. Va ripristinata questa importante figura in ogni stabile e a essa vanno ricondotte tutte le attività date in appalto e sub-appalto in seguito alla rimozione del custode che hanno generato poca trasparenza e ridotto la qualità e il controllo sui servizi fatturati.  Inoltre il custode è il primo dipendente della proprietà in grado di segnalare le occupazioni abusive e di accertare che i lavori effettuati da terzi, siano effettivamente svolti e completati a norma; solo in tal modo la successiva fatturazione agli inquilini ha senso in quanto “accertata la totale prestazione”.

 

  • Contrasto dell’illegalità. E’ indispensabile il controllo del territorio da parte delle Istituzioni competenti e la completa collaborazione Aler/Comune per il ripristino della legalità nelle case popolari. E’ necessario debellare il racket degli appartamenti noto da anni, liberare quelli di assegnatari che non ne hanno più diritto o che sono occupati abusivamente e procedere alla loro rapida riassegnazione con il “passaggio da casa a casa”.  Va favorito l’utilizzo di spazi anche commerciali per fini sociali e la realizzazione di progetti che coinvolgano direttamente gli inquilini per il recupero del degrado sociale. Eliminazione delle sanatorie per gli abusivi quale strumento di tacita incentivazione all’illegalità e discriminazione rispetto agli inquilini in lista d’attesa. E’ necessario impedire gli allacciamenti alla luce di occupanti abusivi che sono fonte di insicurezza e illegalità. Poiché oggi il quadro normativo non permette la sua completa attuazione sarà necessario un impegno a tutti i livelli (comunale, regionale e nazionale) da parte del M5S affinché si creino le condizioni per la sua realizzazione.

 

  • Fiscalità mirata per appartamenti privati lasciati sfitti.  Per l’enorme patrimonio privato sfitto esistente a Milano, dopo averlo censito, occorre una fiscalità mirata all’incentivazione della messa in affitto. Se il proprietario lascia l’appartamento vuoto, il ricavato dalla tassazione costituirà il fondo per l’Agenzia Comunale dell’Affitto per garantire e risarcire i proprietari colpiti da morosità incolpevole, evitando di procedere con richieste di nuovi sfratti. In tal modo si otterrebbe, inoltre, l’effetto largamente positivo nel contrastare l’evasione fiscale determinata dalle affittanze in nero. Poiché oggi il quadro normativo non permette la sua completa attuazione sarà necessario un impegno a tutti i livelli (comunale, regionale e nazionale) da parte del M5S affinché si creino le condizioni per la sua realizzazione.

 

  • Favorire il cambio di destinazione d’uso degli uffici da anni rimasti vuoti. Un terzo degli immobili destinati al terziario rimane inutilizzato, tre milioni di metri quadrati su dieci totali (fonte Assimpredil), una risorsa importante per la quale va incentivato e favorito, per i proprietari disponibili, il cambio di destinazione d’uso in abitazioni a canone sociale, cioè proporzionale al reddito dei richiedenti. Ne avrebbero vantaggio sia i proprietari che  li toglierebbero dall’abbandono e dal degrado, sia la città di Milano in perenne “emergenza abitativa”.

 

  • Piano di rinnovo e ricostruzione del patrimonio abitativo senza consumo di territorio. La necessità di nuove abitazioni deve passare attraverso il recupero e il pieno utilizzo delle abitazioni esistenti. A queste si dovranno aggiungere, se necessarie, nuove abitazioni da realizzarsi in aree già edificate ma non più utilizzate, al fine di evitare ulteriore inutile consumo di territorio.

 

  • Case popolari ristrutturate per ottenere consumi energetici vicini allo zero (NZEB). Edifici con costi energetici prossimi allo zero riducono l’inquinamento, aumentano il comfort abitativo, riducono drasticamente il costo delle bollette per gli inquilini aiutandoli a sostenere le spese dell’abitazione riducendo la morosità incolpevole che l’Ente gestore – il servizio pubblico – deve sostenere nell’adempimento del suo servizio sociale.

 

  • Obbligo della manutenzione straordinaria. Gli Enti gestori devono concretizzare tale obbligo a loro carico e rispondere di tale mancato operato in quanto genera: svalutazione del patrimonio pubblico, degrado e peggioramento della qualità della vita degli inquilini.

 

  • Maggiori garanzie al patrimonio privato dato in affitto. L’insicurezza di ottenere uno sfratto in tempi ragionevoli riduce la disponibilità di abitazioni in affitto da privati. E’ quindi indispensabile ridare efficacia all’istituto dello sfratto con tempi certi di esecuzione. Nei casi di sfratto per morosità incolpevole l’amministrazione pubblica dovrà provvedere alla verifica delle condizioni per l’assegnazione contestuale di un alloggio di ERP.  L’emergenza abitativa del comune di Milano rallenta i tempi dello sfratto esecutivo. Va quindi assicurato un programma pluriennale che persegua lo sviluppo e la tutela dell’edilizia popolare per soddisfare le effettive necessità dei cittadini. Poiché oggi il quadro normativo non permette la sua  attuazione sarà necessario un impegno a tutti i livelli (comunale, regionale e nazionale) da parte del M5S affinché si creino le condizioni per la sua realizzazione.

 

POLITICHE SOCIALI E PER LA DISABILITA’

VISIONE

Nessuno deve rimanere indietro.   Il sostegno delle fasce più deboli della popolazione e l’idea di socialità diffusa, sono ciò che ispira l’azione del Movimento 5 Stelle a tutti i livelli istituzionali.

Gli anziani, i disabili, i minori di famiglie disagiate e in generale le persone in difficoltà sono le categorie deboli di una società : Il Comune ne è responsabile per il mantenimento di un adeguato livello di dignità di vita, di benessere e integrazione nella comunità.

L’amministrazione della cosa pubblica deve essere orientata costantemente al benessere comune e diffuso, preservando i legami ed i contesti di vita esistenti, valorizzando esperienze e professionalità da intendere come patrimonio collettivo.

Il Comune inoltre deve garantire pari livelli di mobilità e di accesso ai servizi a tutti i cittadini.

PRINCIPI

Sostegno strutturato ai cittadini in grave disagio economico e sociale, non in nome di una generica lotta alla povertà e nemmeno distribuendo saltuariamente “mance clientelari” o “elemosine” ma riordinando gli interventi e le modalità di gestione per ottimizzarne l’equità e l’efficacia.

Particolare attenzione alle fasce oggi prive di assistenza o con livelli inadeguati,  individuando le necessità e le priorità effettive.

Investimenti con una ottica sul futuro per un miglioramento della vita quotidiana di anziani, adulti in difficoltà, minori e loro famiglie, persone con disabilità e persone con problemi di salute mentale, sottraendo risorse al “profitto speculativo” e al “parassitismo burocratico”.

Controllo rigoroso e sistematico della quantità e qualità delle prestazioni erogate dai soggetti terzi vi è un contributo dalla amministrazione comunale.
Attuare iniziative per mantenere il contesto in cui la persona anziana sia considerata un valore anziché un peso, cercando di ritardare il più possibile il ricovero nelle RSA(Residenze Socio-sanitarie Anziani).

 

PROPOSTE

  • Le RSA date in gestione a soggetti privati vanno riportate in gestione diretta del Comune per evitare speculazioni ed assicurare una migliore gestione. Vanno inoltre adeguatamente potenziati i centri diurni per anziani, anche parzialmente autosufficienti.
  • Per garantire la massima efficacia e trasparenza viene adottata e adeguatamente pubblicizzata la Carta dei Servizi Sociali del Comune di Milano, con l’obiettivo di definire gli standard ottimali quantitativi e qualitativi di erogazione dei servizi stessi, con una autorità esterna di controllo e una rendicontazione annuale sul sito del Comune.
  • Promuovere la condivisione sociale abitativa per i senzatetto

 

DISABILITA’

  • Progetti finalizzati alla Vita Indipendente delle persone disabili.

Finanziamento di servizi residenziali volti all’accompagnamento alla vita autonoma per persone con disabilità allo scopo di garantire a ciascun cittadino disabile milanese la possibilità di costruire un proprio progetto di Vita Indipendente.    E’ necessario che i progetti, costruiti e approvati da commissioni multidisciplinari in cui siano presenti gli interessati, i loro familiari e i professionisti di propria fiducia, siano finanziati su base almeno quinquennale. Il cittadino disabile potrà scegliere dove, come e con chi vivere e da chi farsi assistere.  Utilizzo di spazi comunali (appartamenti) per l’effettiva sperimentazione di percorsi di vita autonoma.

  • Mantenimento della gratuità dei servizi comunali per i disabili (Centri Diurni Disabili, Centri Socio Educativi, Servizi formazione Autonomia e Centro di aggregazione Disabili)
  • Mantenimento del finanziamento dei progetti di svago e vacanze estive con iniziative idonee a tale scopo e con finanziamenti calibrati sui bisogni che rientrino nel budget di salute.
  • Potenziamento del PEBA (Piano Abbattimento Barriere Architettoniche) e messa a norma degli edifici pubblici; censimento zona per zona delle criticità da sanare con priorità a quelle necessarie alla mobilità e in prossimità dei luoghi di vita.
  • Agevolazioni (per esempio sgravi fiscali) per quegli esercenti che provvederanno all’abbattimento delle barriere che rendono difficoltoso l’accesso ai propri locali.
  • Messa in atto di tutte le misure possibili per completare la realizzazione del Centro Diurno Disabili di via Anfossi, compatibilmente con le disposizioni della Magistratura in merito.
  • Aggiornamento professionale obbligatorio del personale impiegato presso i servizi a gestione diretta e quelli convenzionati, al fine di qualificare i servizi stessi dal punto di vista della qualità.
  • Incentivazione dell’adeguamento dei veicoli preposti al trasporto pubblico (taxi ed n.c.c.) con conducente al trasporto di persone disabili.
  • Piano progettuale per raggiungere in 10 anni l’accessibilità totale a tutti i mezzi pubblici sotterranei e di superficie (autobus, tram e filobus) a tutte le persone con disabilità, indipendentemente dal tipo di disabilità.
  • Messa a norma di tutte le banchine di accesso ai mezzi pubblici di superficie e sostituzione di tutti i servo-scala per l’accesso alle fermate della Metropolitana con ascensori di cui sia garantito il regolare funzionamento e la rapida manutenzione. Predisposizione sistematica dei percorsi tattili e luminosi per persone non vedenti o con deficit sensoriali ivi compresi gli indicatori luminosi all’interno dei treni.
  • Possibilità per i turisti con disabilità di ottenere un abbonamento ad un costo “a forfait” valido per l’interessato e l’accompagnatore durante tutto il periodo di permanenza.
  • Presa in carico del disabile da parte del Comune sin dalla nascita dell’individuo ovvero dal suo approccio ai servizi sociali; tale presa in carico deve avvenire in maniera tempestiva e trasversale dando alla persona disabile, alla sua  famiglia ovvero a chi se ne prende cura, un concreto aiuto per districarsi nella burocrazia per l’ottenimento dei servizi (carta dei servizi attiva).
  • Riattivazione del servizio “Milano salute”, in particolare del numero verde di pronta assistenza per i cittadini disabili che per cause impreviste abbiano urgenti necessità di servizi assistenziali da parte del Comune. Il servizio dovrebbe basarsi su un archivio di tutti gli assistiti nel comune in modo da essere pronti a fornire adeguata assistenza calibrata sul tipo di problema.
  • Potenziare la Consulta cittadina sull’handicap attraverso una maggiore presenza attiva di persone disabili e loro familiari ed i cui lavori producano tesi che debbano necessariamente essere considerate dalla Giunta comunale (non un mero strumento consultivo senza alcun peso).

 

ANZIANI

  • Avviare progetti di alfabetizzazione informatica e all’utilizzo dei software più comuni ed utili ad ogni anziano che ne è sprovvisto
  • Censimento delle competenze acquisite da ciascuna persona anziana nel corso della sua vita rendendole disponibili per attività da proporre in ambito scolastico per integrare l’offerta formativa (banca del tempo nella formazione);
  • Offerta di periodi di vacanza gratuiti ovvero a prezzi accessibili alle persone anziane

durante i mesi estivi per sottrarle all’abbandono ed alla solitudine;

  • Intensificazione dell’assistenza al domicilio da intendere come momento di contatto tra il cittadino anziano e l’Amministrazione comunale; il Comune si fa carico di sollevare il cittadino anziano dalle incombenze burocratiche e crea un momento di contatto personale in cui possano essere monitorate e rilevate criticità e necessità per garantire la miglior qualità della vita possibile;

 

 

POLITICHE DELLA SALUTE

VISIONE

Il Sindaco è la massima autorità sanitaria della città e considerato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la salute come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia”; interventi a livello comunale sono rilevanti per garantire la salute dei cittadini.

PROPOSTE

Amianto

  • Completare in modo rigoroso il censimento del database regionale “Progetto Rilevazione Amianto” degli edifici pubblici e privati che ancora presentano coperture in amianto presenti nel comune di Milano.
  • Avviare bonifiche sicure, e utilizzare tecnologie innovative per inertizzare l’amianto con il siero del latte secondo una procedura messa a punto dall’università di Bologna, ottenendo così da due rifiuti (amianto e residuo di produzione dei latticini) sostanze non dannose per l’uomo ed utilizzabili in altri settori (prof. Reveri)

 

Inquinamento acustico

  • Sviluppo del  monitoraggio in tempo reale dei livelli di rumore prevedendo l’ampliamento di tale progetto in particolare in quelle aree critiche  ( es. aree di movida) per avere un monitoraggio continuo e puntuale che possa dare degli elementi all’amministrazione per interventi mirati al contenimento del rumore e salvaguardia della salute dei cittadini.
  • Valutazione, se necessario intervento, per ridurre l’impatto acustico dei veicoli comunali e delle partecipate (MM, ATM,  Amsa).
  • Implementazione  dove possibile di barriere antirumore naturali (siepi) che oltre ad abbattere la diffusione del rumore migliorano la qualità dell’aria.

 

Inquinamento atmosferico

Vedi capitolo dedicato all’Inquinamento.

Inquinamento elettromagnetico

La razionalizzazione della rete wifi , con spostamento delle antenne su edifici di proprietà comunale prevalentemente non utilizzati come uffici, permetterebbe al Comune di intervenire in maniera virtuosa sull’inquinamento elettromagnetico.

Alimentazione

  • Milano Ristorazione è la controllata del Comune di Milano che gestisce la refezione scolastica dando da mangiare a più di 70.000 bambini. Nonostante le promesse di questi anni non c’è stato un miglioramento della qualità dei pasti erogati.
  • Innalzare la qualità degli alimenti, con un conseguente miglioramento del benessere dei giovani studenti sarà una nostra priorità.

 

Mobilità

La mobilità condiziona la qualità dell’aria e di conseguenza la salute.  Le strategie da attuare per il miglioramento della mobilità sono descritte nel capitolo “Mobilità”.

Verde

La quantità di aree verdi nel territorio comunale è determinante ai fini della qualità dell’aria e alla gradevolezza dell’ambiente. Vedi  capitolo “Verde”

 

 

POLITICHE DI BILANCIO

VISIONE

Un bilancio comunale realizzato con il coinvolgimento dei cittadini, trasparente e orientato al lungo periodo.

PRINCIPI

Comprensibilità del bilancio del Comune come primo passo per consentire una redazione partecipata affinché risponda alle effettive esigenze della comunità.

Trasparenza e partecipazione quali elementi fondanti dell’azione amministrativa

Gestione orientata al lungo periodo e ampia tutela del patrimonio pubblico da ritenersi “bene comune” e garanzia per il futuro.

Stop alla svendita del territorio per fare cassa.

PROPOSTE

Bilancio partecipato

 

Ridefinizione di indicatori di bilancio immediatamente comprensibili di efficacia dell’azione di bilancio, anche con finalità di prevenzione rispetto a sprechi o illeciti.

Attivazione di processi decisionali partecipati ponendo in evidenza le somme disponibili e le possibili variazioni di entrata e uscita con i rispettivi indicatori.

Possibilià da parte di un certo numero di cittadini di richiedere una consultazione telematica immediata per specifiche proposte di bilancio nell’ambito delle materie che saranno delegate dall’amministrazione direttamente ai cittadini.

 

Stop alla svendita di territorio

 

Difesa della città e del suo patrimonio attraverso una politica di bilancio condivisa e che impedisca lo sfruttamento delle risorse a danno dei cittadini.

Nessuna spesa corrente finanziata con gli oneri di urbanizzazione (nonostante tale previsione nella Legge Finanziaria 2016) per contrastare ulteriore consumo di suolo. Gli oneri di urbanizzazione da riutilizzo e cambio di destinazione d’uso costituiranno comunque un’entrata economica sostanziale.

 

Bilancio e patrimonio pubblico

 

Salvaguardia e attenta trasparente gestione del patrimonio pubblico, sottoponendo a referendum le scelte più importanti e di interesse della cittadinanza.

Conservazione del patrimonio come orientamento primario, non concedendo spazio alla speculazione privata e a potenziali illeciti, anche istituendo alcuni indicatori di efficacia di gestione, per la redditività e per i bisogni soddisfatti e insoddisfatti dei cittadini.

 

Trasparenza del bilancio

 

Redazione del “rendiconto semplificato” per il cittadino, previsto di Legge e da divulgare sul sito internet del Comune, in base ai principi di diligenza, correttezza e buonafede ponendo speciale attenzione nell’assicurare a tutti la possibilità di comprenderne nella maniera migliore quanto contenutovi. Il bilancio di previsione, il piano esecutivo di gestione, le variazioni al bilancio di previsione, il bilancio di previsione assestato e il piano esecutivo di gestione assestato devono essere pubblicati non solo originali come previsto dalla legge ma anch’essi in versioni semplificate.

Pubblicizzazione di tali documenti in forma più ampia di quella già prevista di Legge, con modalità idonee ad assicurarne la più ampia diffusione

 

 

 

 

 

TRIBUTI E TARIFFAZIONI

VISIONE

La politica fiscale va concepita come leva di redistribuzione per finanziare servizi pubblici d’interesse collettivo comunitario senza accordare privilegi a interessi affaristici privati.

PRINCIPI

Equità fiscale declinata in una prospettiva di possibile alleggerimento della pressione tributaria preservando la spesa sociale.

Aderenza all’art. 53 della Costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

Più efficienza degli uffici sia per agevolare i cittadini nei rapporti di natura tributaria sia per evitare detestabili errori burocratici a loro danno.

PROPOSTE

Risarcimenti e semplificazione

Previsione di un indennizzo per il danno non patrimoniale patito dai cittadini che ingiustamente ricevano avvisi di pagamento per tributi già pagati o non dovuti.

Adozione di ogni provvedimento utile a semplificare le procedure di pagamento dei tributi , ove possibile inviando al contribuente un calcolo preventivo dell’importo dovuto laddove già non previsto.

Riduzione di ogni possibile disagio ai cittadini:

  • evitando richieste di pagamento di tributi già pagati;
  • tenendo memoria delle comunicazioni inviate dai cittadini;
  • non pretendendo dai cittadini la certificazione o attestazione di elementi già nella conoscenza dell’amministrazione stessa in violazione della direttiva 22/12/2011 del Ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione ,  che prevede che le amministrazioni pubbliche non possano più richiedere ai privati informazioni già in loro possesso.

 

Finalizzazioni

Correlazione, ove e per quanto possibile, fra entrate tributarie e spese, distinguendo tendenzialmente i relativi importi fra proventi di fiscalità generale (addizionale IRPEF) e specifici (es. tassa di soggiorno e tasse aeroportuali).

Modulazione dell’imposizione fiscale sugli immobili non locati onde incentivarne la locazione, posto che IMU e TASI permangono attualmente sulle abitazioni non principali e principali di lusso (categorie catastali  A/1, A/8 e A/9).

Incentivazione di attività e condotte di apprezzabile rilievo sociale con specifiche detrazioni alla TARI.

Regolazione del sistema dei tributi tipicamente locali (es. occupazione suolo pubblico,  passi carrabili) in base a principi di equità sociale in considerazione delle correlate attività.

Applicazione  della tariffa puntuale per lo smaltimento rifiuti  in base al principio “più differenzi meno paghi” e conseguente radicale revisione del regolamento TARI con riguardo alla produzione effettiva dei rifiuti (per esempio tenendo conto del  numero dei componenti il nucleo anagrafico, differenziando la parte fissa per le pertinenze da quella per l’unità principale, considerando i periodi di effettiva occupazione dell’unità in corso d’anno, ribaltando le spese di pulimento post eventi di luoghi pubblici agli organizzatori), tenuto conto che per gli anni 2016 e 2017 la TARI resta commisurata in base a un criterio medio-ordinario di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e al tipo di attività svolta.

Controlli

Esecuzione di accurate verifiche, nell’ambito delle competenze comunali, su immobili e spazi di proprietà delle confessioni religiose per distinguervi le parti effettivamente adibite al culto da quelle adibite a utilizzi non esenti da IMU.

Baratto amministrativo

Valorizzazione del rapporto coi cittadini che ne sono potenziali beneficiari e conseguente regolamentazione e  adeguata pubblicizzazione.

 

 

SANZIONI AMMINISTRATIVE

VISIONE

Un’amministrazione che per il bene della comunità persegua con rigore, legalità ed equità nel rapporto coi cittadini  tanto nella forma che nella sostanza.

PRINCIPI

Rafforzamento del controllo sociale  per cui  i cittadini stessi si fanno portatori di legalità nel contesto comunitario attraverso l’educazione diffusa dei cittadini in ogni possibile forma al rispetto delle norme.

Miglioramento dei livelli di convivenza nella comunità attraverso la deterrenza delle infrazioni “odiose” che colpiscono sia i beni comuni sia il diritto di ogni cittadino, soprattutto dei soggetti più deboli, a condurre una vita tranquilla e senza soprusi.

Politica sanzionatoria mirata al bene comune e non subordinata a necessità di cassa, calibrata nei singoli casi con attenzione al contesto e al contenuto dell’infrazione da penalizzare

PROPOSTE

Controlli

Scoraggiamento mediante l’intensificazione di controlli mirati, anche con mezzi automatizzati ove possibile e di telesorveglianza delle seguenti infrazioni:

  • sosta dei veicoli in fila affiancata (“doppia fila”) sulla sede stradale;
  • sosta vietata di veicoli quando ne risultino ostruiti scivoli per disabili, piste ciclabili e marciapiedi;
  • utilizzo di veicoli rumorosi non a norma per le emissioni acustiche, in particolare motoveicoli;
  • compimento di atti vandalici e danneggiamenti del patrimonio pubblico (come per esempio pensiline alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico, cestini dei rifiuti, lampioni, panchine, attrezzature di gioco per bambini)  casi in cui, oltre che risarcire il danno patrimoniale arrecato, o in alternativa ove ne ricorrano i termini, i trasgressori debbono riportare i beni danneggiati allo stato originario.
  • schiamazzo in disturbo della quiete pubblica, in particolare nelle ore notturne e nelle aree residenziali, va scoraggiato mediante sistematici controlli mirati nelle aree critiche e più frequenti sanzioni ai trasgressori.

Identificazione anche agli effetti risarcitori, ove possibile, dei responsabili di atti vandalici e danneggiamenti del patrimonio pubblico a opera di gruppi di persone, per esempio in occasione di manifestazioni sportive o di eventi politici, considerando iniquo che i relativi costi siano sopportati dalla comunità.

Rapporti coi cittadini

Consegna entro i termini di Legge dei verbali di contravvenzione, nel caso in cui ciò non avvenga non sarà opposta resistenza alle legittime istanze di annullamento dei cittadini interessati.

Previsione di un indennizzo per il danno non patrimoniale patito dai cittadini che ingiustamente ricevano richieste di pagamento per sanzioni già pagate o non dovute.

Incoraggiamento della collaborazione dei cittadini nella segnalazione non anonima di situazioni e condotte meritevoli di verifica agli effetti di possibili infrazioni sanzionabili. Istituzione e pubblicizzazione di un sistema a “filo diretto” anche tramite Internet e applicazioni dedicate a disposizione dei cittadini,  con puntuale rendicontazione dell’esito, scoraggiando le false segnalazioni e perseguendole ove costituiscano reato.

 

 

ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL PATRIMONIO

VISIONE

Ri-organizzazione della “macchina comunale” con criteri di  efficienza  che, sul modello delle altre grandi città europee, utilizzi al meglio le risorse umane, finanziarie e strumentali per rendere servizi di qualità, in linea con le esigenze dei propri cittadini ; con criteri di funzionalità,  che sappia rinnovare, in modo celere e flessibile, le proprie strutture organizzative e i regolamenti interni che le presiedono, garantendo sempre prestazioni al passo con l’evolvere della realtà economica e sociale della città.
Valorizzazione delle risorse interne, riducendo al massimo il ricorso a risorse esterne, allo scopo di ottimizzare le spese ed eliminazione gli sprechi.
Migliore gestione delle risorse disponibili al fine di assicurare il rispetto dei principi costituzionali di efficacia, efficienza e imparzialità.
Gestione del patrimonio come risorsa dei cittadini da preservare, una garanzia per il futuro

PRINCIPI

Organizzazione della “macchina comunale” : migliore gestione e valorizzazione delle risorse interne rispetto a quelle esterne, applicazione di principi meritori, controllo di qualità e indicatori pragmatici afferenti l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, organizzazione stabile tesa ad assicurare una rigida verifica di legalità.

Il patrimonio è un bene comune che non si aliena per finanziare pochi anni, se non pochi mesi, di politiche magari esclusivamente di natura propagandistica. Il patrimonio andrà invece preservato, ben gestito e incrementato, soprattutto per gli “asset” dai quali dipenda l’erogazione di servizi fondamentali per i cittadini.
L’operato delle concessionarie andrà verificato strettamente e con continuità onde evitare danni erariali.

PROPOSTE

Risorse umane
Le ultime due amministrazioni hanno fatto pesantemente ricorso a costose consulenze esterne, anche laddove il considerevole patrimonio di conoscenze tecniche e amministrative accumulate dai propri organici sarebbe risultato con ogni probabilità più efficiente e meno costoso. Quel che è peggio, questo patrimonio ora rischia di perdersi con la progressiva fuoriuscita di personale qualificato per raggiunti limiti di anzianità.

  • Riduzione delle consulenze esterne e corrispondente valorizzazione delle professionalità interne presenti nell’organico del Comune.
  • Disegno e implementazione di programmi di formazione continua e di aggiornamento del personale tecnico e amministrativo del Comune, con il duplice obiettivo di ritenere risorse umane altamente qualificate, e risparmiare risorse finanziarie, attraverso la riduzione di consulenze esterne, se non ove assolutamente indispensabili.
  • Razionalizzazione nell’allocazione degli organici per renderne più efficiente il lavoro. Revisione dell’allocazione di personale tra gli uffici comunali sulla base dei carichi di lavoro effettivi richiesti in ogni settore, e re-distribuzione degli organici laddove si riscontrano squilibri di produttività.
  • Riduzione dei ruoli dirigenziali e di posizioni organizzative allo stretto necessario.

 

Organizzazione

  • Studio e implementazione di un progressivo decentramento delle funzioni tecnico-amministrative, avvicinandole quanto più possibile agli ambiti locali nei quali operano.
  • Eliminazione di tutti i regolamenti obsoleti che ostacolano l’efficiente organizzazione del lavoro all’interno del Comune. Aggiornamento, in linea con le moderne esigenze amministrative e le tecnologie disponibili, dei regolamenti ancora validi e utili.
  • Rigorosa applicazione, una volta razionalizzati e aggiornati, di tutti i regolamenti comunali.
  • Gestione delle risorse interne sulla scorta di principi realmente meritori onde elidere, o comunque diminuire drasticamente, il ricorso a consulenti e/o professionisti esterni, facendo tra l’altro ampio ricorso al recupero delle professionalità interne.
  • Regolamentazione degli incentivi previsti per dirigenti/dipendenti sulla scorta di risultati effettivi e misurabili di indubbio valore qualitativo e/o quantitativo.
  • Previsione di specifici incentivi legati alla capacità di innovazione, con particolare riferimento alla creazione di nuovi servizi legati alle rinnovate necessità della società attuale.
  • Adozione di specifici indicatori di efficienza ed efficacia comparabili tra i vari ambiti dell’amministrazione, onde assicurare il rispetto dei migliori standard qualitativi nell’esecuzione dei compiti istituzionali.
  • Definizione oggettiva e condivisa degli standard qualitativi minimi relativi ai servizi offerti ai cittadini.
  • Scelta degli assessori sulla scorta di criteri di natura non politica, bensì meritoria, con una particolare attenzione alle competenze effettive.
  • Creazione di uno specifico assessorato con competenze in materia di verifica del rispetto della legalità all’interno dell’amministrazione, nonché del raggiungimento di specifici risultati in termini di efficacia ed efficienza.

Gestione del patrimonio

  • Gestione oculata del patrimonio che escluda qualsiasi alienazione non strettamente necessaria.
  • Eventuali alienazioni limitate ad “asset” patrimoniali che risultino oggettivamente inidonei alla soddisfazione dei bisogni della popolazione, o che comunque determinino passività rilevanti senza fornire di contro vantaggi concreti ai cittadini.
  • Massimizzazione dell’utilizzo dei beni immobili propri con rescissione, alla prima scadenza utile, di tutti i contratti di locazione non strettamente necessari.
  • Nuova patrimonializzazione e finanziamento costante degli enti parco al fine di assicurare che questi possano svolgere la propria funzione di tutela e ampliamento delle aree verdi nel tempo.
  • Reale e costante controllo dell’operato di eventuali concessionarie e/o comunque soggetti terzi a cui è affidata la gestione di parte del patrimonio comunale (ad esempio Metropolitana Milanese), onde evitare danni erariali o comunque gestioni non oculate operando non a posteriori, bensì in tempo reale.

 

PARTECIPAZIONE

VISIONE

L’attiva partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica è condizione imprescindibile per l’esercizio di una sana e integrale democrazia nel governo delle istituzioni a ogni livello.
La partecipazione è quindi una risorsa autentica nel quadro del processo democratico anche perché un cittadino effettivamente partecipe  sarà pienamente responsabile verso la propria comunità.

PRINCIPI

Il Comune deve includere i cittadini nei propri meccanismi decisionali facilitando lo scambio, l’accesso alle informazioni, la discussione e l’autorganizzazione, al fine di rendere le singole istanze di ognuno parte di progetti e politiche pubbliche condivise.

Tutte le istituzioni comunali debbono aprirsi alla partecipazione dei cittadini in ogni forma e modalità praticabile, dotandosi a tale scopo di adeguati regolamenti, procedure e strumenti.

Il coinvolgimento dei cittadini anche nel decentramento territoriale, soprattutto nei passaggi essenziali della vita comunitaria, deve essere pratica sistematica e continuativa.

Le modificazioni più incisive nei rapporti fra Comune e cittadini richiederanno modifiche dello Statuto comunale, da attuarsi secondo la procedura in essere.

PROPOSTE

Bilancio partecipato

 

Bilancio partecipativo

A partire dal primo anno e fino alla fine del mandato amministrativo, sarà sperimentato ed adottato il bilancio partecipativo come forma di coinvolgimento strutturata e continuativa della cittadinanza attorno ai temi prioritari e di interesse comune, sia relativi alla città che alle municipalità. Diversamente da come è stato sperimentato, il bilancio partecipativo coinvolgerà tutta la cittadinanza – e non solo un numero ristretto di volontari (spesso i soliti noti e i più attivi!) – nella formulazione e scelta delle istanze (problemi, proposte, etc.) prioritarie e nell’indicazione dei concittadini delegati a portarle avanti e svilupparle, in interazione con l’amministrazione. Attraverso la costituzione di forum di delegati (o tavoli di lavoro) municipali e tematici, i cittadini saranno coinvolti non solo nella definizione di progetti legati ad un budget predefinito, ma in tutte le attività e decisioni dell’amministrazione più importanti, quali trasporto pubblico, sicurezza, verde, cultura, etc, aperti alla cittadinanza, per uno scambio attivo e continuativo fra cittadini e amministratori allo scopo di migliorare la qualità dei servizi.  e creare un’architettura istituzionale stabile di dialogo con la cittadinanza.
Il bilancio partecipativo rispetterà dunque le seguenti caratteristiche:

–              concretezza: ogni anno sarà definito un  Il bilancio partecipato riguarda sia budget  a disposizione della cittadinanza, che riguarderà sia le spese correnti che quelle per investimenti  e corrisponderà sempre ad una percentuale fissa, rispetto all’intero bilancio comunale, e crescente all’aumentare della partecipazione e degli anni di sperimentazione;

–              annualità e ciclicità: il bilancio partecipativo sarà ripetuto ogni anno; sarà garantito il turnover dei cittadini coinvolti nei forum dei delegati, per dare a quante più persone ed istanze possibile l’opportuità di sperimentare il governo condiviso della città;

–              multicanalità (bilancio partecipativo ibrido): la partecipazione sarà promossa sia sul territorio (attraverso assemblee, banchetti, uffici decentrati, etc.) che online tramite l’adozione di piattaforme opensource (ad esempio quelle appartenenti al progetto europeo EMPATIA )

–              decentralizzazione: i cittadini potranno partecipare sia per portare avanti istanze territoriali che tematiche, indicando le priorità della propria zona di appartenenza e dell’intera città, specifici progetti, e candidandosi personalmente a portarli avanti oppure delegando un proprio concittadino;

–              inclusività: potranno partecipare residenti e city users; al fine di tutelare chi ne ha diritto ed evitare manipolazioni e abusi, sarà garantito un valido controllo sui partecipanti. Sarà favorita la partecipazione delle categorie più svantaggiate, minoritarie, o con meno accesso alla sfera politica;

–              autonomia e istituzionalizzazione: il processo partecipativo sarà disciplinato da una Carta della Partecipazione e dunque privo di ogni intervento discrezionale da parte del comune. Le regole saranno revisionate annualmente da un comitato indipendente composto da cittadini e tecnici comunali; sarà promossa la creazione di comitati di cittadini a supporto del processo, in modo da aumentare l’autorganizzazione sociale e ridurre i costi organizzativi;

–              imparzialità: a partire dal primo anno di sperimentazione sarà selezionato tramite bando un ente deputato a gestire il processo in perfetta autonomia e imparzialità. Tale soggetto sarà selezionato per esperienza e autorevolezza, anche attraverso il coinvolgimento delle opposizioni. Sarà costituito un Comitato di Garanzia a tutela del rispetto delle regole.

 

Referendum e istanze d’iniziativa popolare

 

Partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione attraverso il bilancio partecipato e referendum deliberativi senza quorum, anche nei quartieri.

Utilizzo dei Referendum confermativi d’obbligo su delibere di rilievo.

Introduzione di referendum consultivi su ogni opera che apporterebbe un significativo cambiamento per la città, che sia rilevante per impatto ambientale o estetico o sulla mobilità e che comunque comporti una spesa superiore al 5% di quelle a bilancio nell’anno.

Rendiconto obbligatorio entro scadenza prestabilita dell’iter successivo ai responsi referendari, che dovrà svolgersi in coerenza stretta a detti responsi.

Disciplina della petizione popolare, anche telematica, e dell’obbligo di trattazione in consiglio comunale.

Disciplina della proposta di delibera d’iniziativa popolare, anche telematica, e dell’obbligo di trattazione in consiglio comunale.

Consultazione democratica dei cittadini-utenti in materia di servizi pubblici primari (elettricità, gas, acqua, raccolta rifiuti), salve le competenze delle agenzie territoriali e dei relativi consigli d’ambito nonché le disposizioni di Legge, sulla proprietà delle reti e sull’esercizio dei servizi stessi.

Costituzione di un ufficio relazioni coi cittadini, con anche sportelli decentrati sul territorio, per informazione, supporto e tutoraggio all’utilizzo degli strumenti fondamentali della partecipazione come interrogazioni, petizioni, proposte di delibera d’iniziativa popolare, richieste di referendum e istanze varie.

 

Incontri

 

Istituzione di un incontro pubblico indicativamente mensile, per un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella vita politica, in cui esperti e operatori dell’amministrazione diano conto delle scelte effettuate illustrando le procedure finanziarie e di bilancio e forniscano informazioni su temi di pubblico interesse.

Istituzione di tavoli di lavoro tematici permanenti  su argomenti importanti quali trasporto pubblico, sicurezza, verde, cultura, etc, aperti alla cittadinanza, per uno scambio attivo e continuativo fra cittadini e amministratori allo scopo di migliorare la qualità dei servizi (coperta dalla organizzazione del bilancio partecipativo)

Istituzione di punti locali di aggregazione non in capo ad associazioni strutturate bensì a  comitati indipendenti e gruppi spontanei di cittadini, utilizzando spazi già esistenti come locali comunali e dei Consigli di Zona, fruibili gratuitamente o a costi minimi per incontri fra i cittadini stessi, disponibili in ogni quartiere (NIL) dietro semplice prenotazione anche con preavviso breve. Si dovranno istituire regole affinché tali spazi siano usufruibili dal maggior numero possibile di aggregazioni spontanee o organizzate.

 

Istituzioni comunali

 

Sedute del Consiglio comunale in orario tale da consentire la partecipazione di chi lavora.

 

Istituzione e regolamentazione di un “Question Time” a disposizione dei cittadini all’inizio di ogni seduta di Consiglio comunale, come espressione di partecipazione della cittadinanza alle scelte dell’amministrazione.

Il Question Time è una forma di coinvolgimento e partecipazione della cittadinanza alle più importanti decisioni amministrative del Comune. Potranno partecipare al Question Time tutti i cittadini residenti all’interno del territorio comunale. I cittadini potranno rivolgere domande direttamente al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri Comunali. La fase di Question Time verrà registrata e verbalizzata come parte integrale dell’assemblea consigliare.

 

Pubblicazione del resoconto di ogni seduta di commissione e di Consiglio con presenze, votazioni, delibere.

Istituzione di un tavolo di studio aperto a tutti i cittadini delle forme possibili di “sovranità municipale”.

Semplificazione del corpo normativo comunale senza depauperamento dei suoi contenuti essenziali.

Potenziamento statutario dei poteri deliberativi assegnati alle municipalità decentrate.

Diffusione in rete, in tutti i luoghi pubblici e ove possibile anche privati del calendario del Consiglio Comunale, di quello del Municipio di zona e delle rispettive commissioni.

 

Informazione

 

Istituzione dell’assemblea generale dei cittadini, a cadenza annuale, nella quale la giunta riferisce sulle attività amministrative, da tenersi In ogni caso prima dell’approvazione del PGT e del suo rielaborato che, per un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte riguardanti il territorio, va condiviso.

Istituzione di analoga assemblea a cadenza più ravvicinata nelle singole Municipalità.

Creazione di un canale televisivo civico o Internet dedicato all’informazione, con anche interventi diretti del sindaco,  su quanto deliberato dalla giunta comunale, sulle opere in corso e in progetto con anche dettagli su appalti e appaltatori, sugli incontri tematici nelle zone di Milano, etc., da utilizzarsi anche per la presentazione di un  periodico Rapporto ai Cittadini da parte dell’amministrazione comunale.

Istituzione di un sito dove i cittadini possano denunciare in forma protetta i disservizi riscontrati.

 

Opere pubbliche

 

Introduzione del Dibattito Pubblico sul modello del “Débat Publique” introdotto in Francia per rafforzamento della protezione ambientale: un processo di informazione, confronto pubblico e partecipazione su opere, progetti o interventi che assumano particolare rilevanza per la comunità coinvolta in materia ambientale, territoriale, paesaggistica, sociale, culturale ed economica. Esso si svolge di norma nelle fasi preliminari di elaborazione di un progetto, di un’opera o di un intervento, quando tutte le opzioni sono ancora aperte; può svolgersi anche in fasi successive ma comunque non oltre l’avvio della progettazione esecutiva. Tale istituto è da disciplinare in apposito regolamento, con esiti tendenzialmente vincolanti su opere, progetti e interventi di competenza comunale e di valore consultivo su quelli considerati “strategici” ove i decisori effettivi sono di regola enti gerarchicamente e territorialmente sovra-ordinati al Comune.

 

Interlocuzione diretta

Istituzione di uno sportello sia fisico che virtuale, anche decentrato nei quartieri, che raccolga le proposte dei cittadini al Comune, con  assistenza e canalizzazione delle relative istanze e costante aggiornamento dello stato di processo delle medesime, facente capo a un servizio comunale  espressamente dedicato.

Istituzione di uno sportello sia fisico che virtuale, anche decentrato nei quartieri, che recepisca le problematiche dei cittadini, con assistenza e canalizzazione delle relative istanze, affinché i portatori di un caso, di una richiesta o di una problematica possano disporre di riferimenti chiari senza ostruzioni burocratiche né ripetute “file” e rimbalzi in uffici imprecisati e ottenere riscontri in tempi brevi e certi.

Ripristino dell’ufficio del difensore civico comunale a supporto dei cittadini nei rapporti con l’ente.

 

Garanzie

 

Garanzia del diritto dei cittadini, singoli o gruppi, che in tempi ragionevoli non abbiano ricevuto appropriato riscontro o non abbiano visto seguito alle iniziative e istanze di ogni genere da essi sottoposte, in particolare quelle relative a “Referendum e istanze d’iniziativa popolare” e a “Interlocuzione diretta”, a presentare reclamo con obbligo di documentata risposta entro tempi brevi e certi. In mancanza di una tale risposta, l’amministrazione comunale riconosce un indennizzo per il danno non patrimoniale patito dai cittadini interessati. Per ogni iniziativa e istanza sottoposta viene designato un responsabile di procedimento che risponde sul piano disciplinare di comprovate negligenze gravi nella gestione dello stesso.

 

TRASPARENZA

VISIONE

La trasparenza è un fattore essenziale per favorire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Un’amministrazione trasparente intrattiene un dialogo aperto con la propria comunità cosicché i cittadini possano valutarne le scelte e i risultati raggiunti.

PRINCIPI

Favorire il più ampio accesso dei cittadini alle informazioni sull’attività dell’amministrazione potenziando la sezione “Amministrazione trasparente” del portale internet comunale.

Ampliare la disponibilità delle informazioni accessibili rispetto agli standard obbligatori.

Impegnarsi a garantire che le società controllate e partecipate dal Comune applichino gli stessi criteri di trasparenza.

Assicurare la massima trasparenza nei processi decisionali degli organi istituzionali di ogni genere  e livello.

PROPOSTE

Pubblicità delle sedute

 

Trasmissione in diretta video di tutte le sedute pubbliche oltre che del consiglio anche delle commissioni sia del Comune che dei Municipi, che successivamente restano a disposizione sui portali internet rispettivi. Possibilità da parte di chiunque di registrare audio e video di tutti gli interventi, senza obbligo di pubblicazione.

Pubblicità degli atti anche in formazione

 

Rafforzamento del diritto d’accesso ai documenti amministrativi da parte dei cittadini:

  • rendendo di norma inderogabile  l’obbligo, in caso di diniego all’accesso, di risposta motivata scritta entro 15 giorni dalla protocollazione della relativa richiesta, in mancanza della quale la richiesta sarà da intendersi accolta;
  • limitando l’eventuale motivato differimento dell’accesso richiesto alla durata massima di 2 mesi, prorogabili, motivatamente, una volta soltanto per un periodo di tempo equivalente;
  • limitando il termine ordinario di conclusione del procedimento di accesso a giorni 21 dalla protocollazione della relativa richiesta, salvo i casi di particolare complessità da indicarsi in un elenco assoluto di pubblica immediata accessibilità anche sul portale internet del Comune, per il quali il termine di conclusione resta di giorni 30;
  • rendendo di pubblica immediata accessibilità anche sul portale internet del Comune gli elenchi dei documenti sottratti all’accesso dai settori comunali in conformità al regolamento;
  • consentendo, a semplice richiesta del soggetto che esercita l’accesso e che se ne accollerà ogni onere economico, il rilascio anche di copia integrale dei documenti oggetto dell’accesso stesso.

Immediata accessibilità telematica della consultazione di tutti i documenti pubblici relativi al Comune.

Presentazione del piano e della relazione sulla “performance” previsti di Legge, nell’ambito delle apposite giornate della trasparenza, in adunanze aperte a tutti i cittadini entro il 31 ottobre di ogni anno.

Pubblicazione in apposita sezione del portale internet comunale dei documenti relativi gli atti e ai provvedimenti in esame presso il consiglio e le commissioni consiliari, esclusi quelli riservati per disposizioni normative, consentendo ai cittadini di sottoporre osservazioni, domande e suggerimenti.

Per agevolare la comprensibilità favorendo segnalazioni appropriate, tali documenti saranno corredati di adeguate spiegazioni in linguaggio semplice. Tale pratica è adottata anche in tutte le Municipalità.

 

Erogazione di contributi  a terzi soggetti

 

Standardizzazione regolamentare dei criteri-requisiti di erogazione da parte del Comune e delle Municipalità di contributi pubblici in denaro o altre utilità a qualunque associazione. A titolo esemplificativo ogni associazione richiedente dovrà acconsentire alla pubblicazione integrale dei propri organi statutari e bilanci con indicazioni trasparenti e univoche circa la finalizzazione effettiva dei contributi stessi.

Ottimizzazione di quanto pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del portale internet comunale in merito ai beneficiari di provvidenze, per favorire il controllo sociale nei confronti di possibili associazioni di comodo o di tenore meramente clientelare. A tal fine è reso d’immediata accessibilità al pubblico il distinto elenco sistematico di tutte le associazioni che negli ultimi cinque anni abbiano percepito contributi pubblici in denaro o altre utilità dal Comune e dalle Circoscrizioni poi Municipalità, con possibilità di ricerca analitica e con l’indicazione dei contributi annualmente percepiti da ciascuna oltre che delle motivazioni formulate in maniera semplice e immediatamente comprensibile ai cittadini, del tipo di associazione, del settore di attività e di ogni altro dato disponibile al riguardo.

 

Appalti e concessioni

 

Diffusione nella sezione “Amministrazione trasparente” del portale internet comunale, oltre ai testi dei bandi pubblici, dei seguenti elementi:

  • elenchi dei partecipanti anche non aggiudicatari (fatto salvo il diritto alla protezione dei dati personali dei singoli);
  • contenuti delle offerte presentate;
  • motivazioni in chiara sintesi degli esiti in base ai criteri di valutazione;
  • verbali di aggiudicazione.

Prevenzione di lievitazioni imprevedibili dei costi di opere e servizi contrattualizzati a gara per effetto di varianti in corso d’opera, revisione prezzi, servizi integrativi opzionali e simili, sorvegliando che ogni clausola contrattualizzata, segnatamente a tale precipuo scopo, sia puntualmente applicata per tutta la durata del contratto.

 

Controllate e partecipate

 

Impegno a garantire, entro i limiti di Legge, che nelle società controllate, collegate, quotate siano adottati i medesimi criteri ampliati di trasparenza applicati dal Comune e che vi siano altresì adottati rigorosi criteri:

  • di compilazione e di controllo dei bilanci;
  • nell’assegnazione degli appalti;
  • di corretta appropriata conduzione dell’attività di pertinenza.

Adozione per le finalità di cui sopra di una specifica carta pubblica d’intenti.

Esclusione dalle nomine di amministratori e di organi di controllo in società controllate, collegate, quotate e in enti controllati degli appartenenti ad associazioni anche transnazionali volte ad affermare gli interessi di cerchie affaristiche elitarie di contro al bene comune.

 

 

POLIZIA LOCALE

VISIONE

Instaurare un rapporto di stima e fiducia tra i cittadini e gli agenti di Polizia Locale in modo che si crei un senso di maggiore sicurezza e legalità nella relazione reciproca.

Scopo principale della Polizia Locale deve essere la tutela della sicurezza della cittadinanza, degli spazi pubblici della città e della legalità sul territorio.

Presenza di Agenti di Quartiere a cui rivolgersi con fiducia per chiedere aiuto, segnalare problematiche e avere consigli e informazioni .

PRINCIPI

Maggiore presenza fisica degli agenti di Polizia Locale sul territorio, evitando l’eccessiva allocazione del personale ad attività amministrative.

Lo scopo delle sanzioni amministrative non deve essere quello di fare cassa ma di evitare che comportamenti sbagliati siano ripetuti, creando un senso civico maggiore e un rapporto di collaborazione proficuo tra cittadinanza e Polizia Locale.

Risposte concrete al bisogno di legalità, giustizia e sicurezza, fattori imprescindibili per lo sviluppo di una educazione civile e di un maggior senso civico nella nostra città.

Migliorare la fiducia nei confronti della Polizia Locale per ridare ai cittadini la figura del vigile a cui si poteva ricorrere in ogni momento.

PROPOSTE

  • Recuperare il personale assegnato ad altri incarichi e rimosso dai compiti storici svolti su strada dalla Polizia Locale vicina al cittadino.
  • Rivedere o addirittura far decadere alcuni protocolli d’intesa con partecipate o Enti o Istituzioni,  che sono ormai anacronistici e che tolgono risorse alla città di Milano.
  • Revisione delle modalità di impiego del personale che invece di essere destinato a compiti operativi su strada è delegato spesso a funzioni meramente amministrative (digitalizzazione delle multe cartacee) gestibili da qualunque dipendente comunale.
  • Revisione della gestione del personale “condizionato”, ovvero non idoneo al servizio esterno e spesso con  patologie gravi che si rivelano a pochi mesi dall’assunzione, attraverso visite mediche presso una Commissione Medica Militare.
  • Controllo di gestione sulle attività del Corpo di Polizia Locale, per rendere più efficiente ed efficace l’utilizzo delle risorse umane e delle professionalità.
  • Implementazione di un organico dirigenziale adeguato per una corretta gestione di circa 3.200 addetti tra funzionari, ufficiali ed agenti, con un dirigente per ogni comando di zona con esperienza anche nello svolgimento di mansioni di Polizia Locale su strada.
  • Il Comandante del Corpo di Polizia Locale deve possedere significativa esperienza maturata nel servizio attivo, nonché una profonda conoscenza dei compiti istituzionali, elevata capacità di gestione, coordinamento e controllo del personale dipendente(no a nomine “politiche”).
  • Ottimizzazione e miglioramento delle modalità di esercitazione di tiro a fuoco con le armi in dotazione con la realizzazione di un poligono comunale con conseguente risparmio per i contribuenti e migliore preparazione degli addetti.
  • Investimento sulla dotazione informatica sottodimensionata ed obsoleta, sugli uffici ormai fatiscenti, nonché assegnazione di spazi più consoni ai Comandi di Zona.
  • Istituzione di un percorso di aggiornamento professionale continuo per gli agenti della Polizia Locale.
  • Istituzione di un numero verde dove i cittadini possano segnalare eventuali comportamenti scorretti o disservizi da parte di agenti di Polizia Locale. Per questo motivo è necessario evidenziare il numero identificativo dell’agente sulla divisa attualmente poco visibile.
  • Maggiore controllo e sanzioni amministrative sul territorio per reprimere incuria ed inciviltà, come l’abbandono di rifiuti, con il controllo e le conseguenti pesanti sanzioni negli orari in cui queste tipologie di reati vengono principalmente perpetrati ovvero dopo le 22.00 e prima delle 7 del mattino. I costi aggiuntivi derivanti da un aumento del personale sanzionatorio saranno sicuramente coperti dall’introito delle infrazioni.

 

 

CRESCITA DIGITALE

VISIONE

Una Milano che si muove pensando al futuro, in prima fila sul fronte dell’innovazione tecnologica per le risorse dell’amministrazione comunale e per i servizi ai cittadini.

Una Milano che sa giocare un ruolo di acceleratore e agevolatore per la formazione di un ecosistema di Piccole e Medie Imprese(PMI) in ambito tecnologico, producendo un indotto importante e un sicuro impatto positivo sull’occupazione.

Una Milano che considera la Trasformazione Digitale come elemento  fondamentale anche per il miglioramento del benessere comune e quale elemento fondamentale per combattere la corruzione nella PA.

 

PRINCIPI

  • Maggiore facilità di accesso a Internet per tutti i cittadini.
  • Aumento delle competenze digitali dei cittadini, partendo dalla digitalizzazione della Scuola.
  • Maggior livello di digitalizzazione del Comune e aumento delle competenze digitali dei dirigenti e dei dipendenti comunali.
  • Più investimenti in conto capitale per la digitalizzazione con procedure d’acquisto trasparenti.
  • Più innovazione ascoltando il mercato ICT ma senza sottomettersi ad esso, cioè non permettendo, come spesso accade, che tutti i costi gravino sulla Pubblica Amministrazione e i profitti vengano, invece, distribuiti tra i privati.
  • Non più appalti e gare con fondi “a pioggia” per acquistare servizi “a fondo perduto” ma una strategia di progetti e investimenti nel medio – lungo periodo, definendo, insieme al mercato, un Piano di Sviluppo credibile e sostenibile, nel quale s’innestino le PMI e le microimprese.
  • Ritorno ad assumere il ruolo progettuale e decisionale per le politiche e le strategie, non più delegando ai fornitori questa funzione ma valorizzando e responsabilizzando le competenze interne esistenti.

PROPOSTE

Unica infrastruttura di rete cittadina (in Banda Ultra Larga)
Realizzazione di un’unica infrastruttura di rete cittadina mettendo a fattor comune le proprie infrastrutture passive con gli operatori di telecomunicazioni a costituire una sola rete cittadina in fibra ottica della quale il Comune rimane comproprietario di una quota parte, dedicata:

  • all’interconnessione delle proprie sedi (uffici, biblioteche, scuole, …) sul territorio;
  • al supporto per la rete WiFi dedicata ai cittadini;
  • a raccogliere i dati dai sensori già presenti (e futuri) sul territorio.

Gli operatori di telecomunicazioni utilizzeranno la loro parte della stessa rete per fornire servizi commerciali ai cittadini.

Accesso pubblico a Internet
Impiego dell’infrastruttura di rete comunale con una maggiore efficacia e capillarità (più di 700 siti comunali sul territorio) per arrivare in futuro a fornire un accesso wifi di base gratuito a Internet per tutti nel territorio comunale.

Unificazione dei sistemi informativi
Unificazione dei sistemi informativi del Comune e delle sue controllate (per esempio ATM, Milanosport, Milano Ristorazione,..) centralizzandone la gestione e la manutenzione, evitando sprechi e azioni ridondanti, uniformando le scelte per ottenere un significativo e duraturo risparmio economico.

Internet delle cose e Open Data
Realizzazione dell’infrastruttura fisica che permetta la raccolta dei dati (Big Data) dei sensori allo scopo di mettere a disposizione tali informazioni come bene pubblico, cioè dati aperti (Open Data).

Smart city
Utilizzo delle tecnologie digitali nell’ambito del progetto “smart city” in particolare per la mobilità (smart parking, car sharing/pooling, bike sharing, semafori intelligenti, infomobility, …)

Scuola digitale
Definizione di un piano di sviluppo di didattica digitale di medio-lungo periodo per l’utilizzo delle tecnologie e delle piattaforme software (soprattutto Open Source) in ambito scolastico, con il Comune in veste di acceleratore e aggregatore

Progetti scuola-lavoro organizzati dal Comune.
Avviamento di progetti di alfabetizzazione informatica destinati a persone non più giovani impiegando gli studenti, dando modo agli istituti scolastici di adempiere all’obbligo di effettuare ore lavorative (alternanza scuola-lavoro).  Una delle modalità è l’attivazione di una postazione connessa a Internet per l’utilizzo “assistito” dei servizi on-line comunali presso ogni ufficio dell’anagrafe.

Utilizzo di programmi “Open Source”.
Adozione di programmi Open Source in linea con l’andamento del mercato ICT e coerente alle indicazioni di legge. L’incremento della diffusione di soluzioni Open Source all’interno di tutte le sedi comunali porta risparmi se perseguito unitamente a programmi di formazione del personale.

 

 

URBANISTICA, OPERE PUBBLICHE E POST-EXPO

VISIONE

I cittadini milanesi si sono espressi chiaramente con i referendum comunali del 2011 delineando il profilo della Milano del futuro : una città più verde, più accogliente e meno inquinata, con meno automobili private, più servizi pubblici, e meno cementificazione, in linea con le altri grandi città europee, più sana e quindi più sicura e vivibile.
Una città capace di offrire condizioni abitative flessibili in linea con le esigenze e le dinamiche della popolazione, in grado di dotarsi di norme edilizie e urbanistiche semplici, chiare, e trasparenti, che consentano la realizzazione di opere funzionali ed eco-compatibili e in tempi ragionevoli.
Una città in grado di sviluppare l’offerta di servizi adeguati a una grande metropoli europea, con investimenti per la mobilità non inquinante.
Una Milano, insomma, efficiente e sicura, da respirare e vivere in tranquillità e sicurezza.

PRINCIPI

  • Coordinamento delle competenze tecniche, architettoniche e urbanistiche, con la conoscenza diretta del territorio sviluppata dalle realtà associative locali per realizzare progetti mirati al riuso e alla valorizzazione del patrimonio edilizio.
  • Completa revisione dell’approccio all’edilizia pubblica, un settore abbandonato alla cattiva gestione che grava come un macigno su qualunque previsione di bilancio. L’edilizia pubblica va riqualificata e sostituita dove necessario, non rilanciata con nuove edificazioni avventuristiche.
  • Razionalizzazione e semplificazione della burocrazia e delle normative comunali, che regolano la concessione dei permessi per le attività dei cittadini.
  • Promozione di interventi finalizzati al risparmio energetico, un’occasione di rilancio del settore edilizio e un considerevole beneficio economico per tutti i cittadini (vedi POLITICHE ENERGETICHE)

 

  • Raddoppio delle superfici verdi tramite una pianificazione attenta e coordinata delle ultime aree libere, gli ex scali ferroviari e le ex caserme, attuata nell’interesse dei cittadini prima che nell’interesse della speculazione edilizia. Si tratta delle ultime aree libere, rimaste a coprire una superficie di 3 milioni di mq, pari al doppio dell’area Expo. Il rapporto tra numero di abitanti milanesi e le superfici a verde si attesta intorno ai 16 mq per abitante, incluse le rotonde e gli spartitraffico, relegando Milano tra le città europee più grigie.

PROPOSTE

Capillare e dettagliato censimento del patrimonio edilizio pubblico e privato

Istituzione di un ufficio dedicato che, con mezzi e personale, definisca e centralizzi il quadro della reale situazione milanese.  Gli obiettivi prioritari in questo intervento sono la pianificazione del recupero degli edifici vuoti o abbandonati, le incentivazioni alla locazione degli immobili privati sfitti, una campagna immediata di ristrutturazione e assegnazione degli alloggi pubblici e, solo in ultima istanza e solo per quanto strettamente necessario, la pianificazione di nuove edificazioni.

Riallocazione di spazi commerciali inutilizzati

Vedi Capitolo POLITICHE ABITATIVE

Manutenzione straordinaria degli edifici di edilizia popolare (ERP)

  • Piano di medio/lungo periodo per la manutenzione straordinaria degli edifici di edilizia popolare (ERP), convogliando prioritariamente le risorse in quella direzione
  • Realizzazione di misure specifiche di tassazione per coloro che tengono sfitti gli alloggi

(maggiori dettagli nel capitolo “POLITICHE ABITATIVE”).

Riqualificazione edilizia in chiave energetica

Studio e implementazione di un piano di medio/lungo periodo per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati. Vedi Capitolo POLITICHE ENERGETICHE

 

Aree verdi

Definizione di una politica urbanistica che aumenti le aree verdi di vicinato in modo che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico attrezzato a una distanza non superiore a 500 metri dalla propria abitazione. (maggiori dettagli nel capitolo “VERDE E ARREDO URBANO”).

Grandi aree dismesse

  • Riqualificazione (anziché lancio di operazioni speculative) dei sette scali ferroviari dismessi a Milano, convertendoli in parchi con servizi al cittadino, biblioteche, ludoteche, musei, spazi per giovani e anziani. Un’occasione unica e irripetibile per collegare centro e periferie con un’espansione delle line di trasporto pubblico e nuove piste ciclabili, dotando al contempo la città di un vero polmone verde.
  • Superamento del disinteresse mostrato dalle precedenti amministrazioni per la riqualificazione dei 260 edifici abbandonati censiti dal Comune, per esempio dei Magazzini Raccordati di Via Ferrante Aporti e Via Sammartini, su ambo i lati, un’area di oltre un chilometro e mezzo abbandonata al degrado nel corso degli ultimi vent’anni. È necessario controllare e garantire che il progetto di rigenerazione di queste aree presenti criteri condivisibili di riutilizzo degli spazi anche per servizi alla cittadinanza. Che non diventi cioè una operazione esclusivamente commerciale per grandi marchi, ma che incrementi la partecipazione di piccole attività imprenditoriali di tipo artigianale legate al territorio.

Area Expo

LA SITUAZIONE: con il referendum cittadino del 2011 i milanesi hanno votato a favore di una ulteriore proposta che chiedeva: “Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a garantire la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito EXPO e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque”.

È da notare che il parco agroalimentare e le connessioni non sono stati realizzati mentre, all’opposto, è stata pesantemente cementificata gran parte dell’area expo riducendo il verde a semplice contorno decorativo.

L’operazione Expo inoltre ha comportato costi molto gravosi:

  • 120 milioni di euro il costo delle aree, una cifra assurda per terreni all’epoca sterili ma incredibilmente considerato congruo in considerazione di una successiva, ipotetica, valorizzazione immobiliare;
  • 100 milioni di euro per la realizzazione di una piastra infrastrutturale di 150mila metri cubi di cemento che rimane come pesante eredità sul futuro dell’area;
  • 10 milioni di euro spesi per la prima bonifica e altri 60 milioni che servono per la bonifica definitiva necessaria per l’uso pubblico prolungato nel tempo;
  • 200 milioni i costi per Palazzo Italia e per la ristrutturazione della Cascina Triulza;
  • 200 milioni sono stati spesi per realizzare sopra e sottopassi pedonali e automobilistici, uscite autostradali, parcheggi e la stazione del passante.

Il conto per gli enti pubblici per la sola disponibilità dei terreni supera il mezzo miliardo di euro e compromette pesantemente il bilancio del Comune di Milano e anche le scelte sul futuro dell’area che devono tenere conto della situazione attuale.

Un principio fondamentale è che i costi della bonifica devono venire pagati dai proprietari venditori dell’area.

Inoltre non è accettabile che un istituto di ricerca privato di Genova proposto dal Governo sia incaricato di gestire lo sviluppo di un area pubblica di Milano. 

 

Queste le proposte per il dopo Expo:

  • Realizzare il parco agronomico che non è stato realizzato per l’esposizione universale a coprire la maggiore parte delle superfici disponibili.
  • Utilizzare le opere infrastrutturali esistenti per realizzare un centro ricerche sulle tecnologie per il disinquinamento (circa 10mila metri quadri) che abbia il suo campo sperimentale sulle stesse aree expo ancora oggi gravemente inquinate. Obiettivo è innovare e fare ricerca sull’inquinamento, principale emergenza regionale e globale, sviluppando tecnologie e brevetti da esportare nel mondo in grado di generare una enorme business e opportunità di lavoro di qualità.
  • Utilizzare il nuovo parco per la sperimentazione di coltivazioni agronomiche da utilizzare per il disinquinamento dei terreni.
  • Utilizzare Palazzo Italia, Cascina Triulza e il Teatro all’aperto per realizzare un parco museale da affiancare al parco tecnologico, in modo che diventi nel suo insieme elemento fortemente attrattivo per i cittadini e per il turismo.

 

DISSESTO IDROGEOLOGICO E MESSA IN SICUREZZA DEL SEVESO

VISIONE

Milano è una storica città d’acqua, per la sua posizione geografica, idrografica e idrogeologica, ma da un secolo la città ha costantemente ripudiato la sua storia. Ora va fatto un percorso inverso, ma con lo spirito, le conoscenze e le tecnologie del ventunesimo secolo. Un percorso in avanti, non all’indietro, perché coniugare la qualità ambientale con il ciclo dell’acqua è un presupposto indispensabile per migliorare la qualità della vita.

PRINCIPI

Recenti fatti hanno dimostrato la fragilità dell’idrografia milanese.
Servono interventi strutturali per salvaguardare la popolazione da esondazioni, con specifico riferimento al fiume Seveso e al fiume Lambro.
Occorre interfacciarsi per queste problematiche con gli altri enti locali sovra-comunali ed in particolare la città metropolitana.

PROPOSTE

La situazione

La ricchissima prima falda, quella quasi superficiale, non è più potabile da tempo e tende a riaffiorare creando un sacco di problemi a strutture e infrastrutture. Nel contempo, l’idrografia è stata quasi del tutto cancellata dal diffuso e capillare tombinamento, salvo riaffiorare con frequenza non proprio trascurabile quando una parte consistente della città si allaga.

La qualità delle acque superficiali è pessima secondo i rilievi di Arpa.

Solo nel nuovo millennio è entrato in funzione un moderno sistema di depurazione delle acque reflue.

Le esondazioni del Seveso a Milano avvengono con una frequenza che non ha riscontro in altre grandi città, né in Italia né nel mondo: si sono contati più di 30 eventi alluvionali lungo la valle del Seveso nei primi 15 anni del millennio senza fare mai nulla; e la nostra città è diventata così un paradigma mondiale dell’incapacità di affrontare seriamente il rischio alluvionale e, più in generale, la sfida climatica. Le cause sono due. La prima, e principale, è l’ossessivo restringimento dell’alveo nel territorio urbano di Milano, che lascia transitare una portata di poco superiore a 40 metri cubi al secondo.  La seconda, altrettanto importante, è legata all’ossessiva pavimentazione del bacino del Seveso, alla diffusa regimazione delle acque di ruscellamento in fossi artificiali e alla rigida canalizzazione del corso principale del torrente, tutti interventi antropici associati all’urbanizzazione progressiva delle aree a monte di Milano.

Il Lambro ha un impatto minore di quello del Seveso, in caso di esondazione. Ci sono comunque alcune zone che vengono allagate spesso, altre zone assai sensibili in quanto a esposizione al rischio e un’ampia fascia inondabile a media frequenza, ad alta esposizione e vulnerabilità.

Un ulteriore aspetto degno di attenzione è quello della qualità delle acque alte, cioè delle acque di piena.
La superficie impermeabile del territorio milanese è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni e il fatto che non si verifichino allagamenti continui e disastrosi è dovuto a un sistema di fognatura ad altissima resilienza.

Le proposte

  • Recupero del progetto di Metropolitana Milanese per la realizzazione di uno scolmatore cittadino.
  • Rispetto del Contratto di Fiume Seveso che vincola tutti i comuni a monte di Milano al rispetto dell’invarianza idraulica che può essere perseguita con diverse misure nel tempo, poiché le vasche di laminazione per l’esondazione del Seveso appaiono soluzioni emergenziali e non risolutive del problema. Ricognizione della situazione della qualità delle acque del Lambro oltre che del Seveso.
  • Applicazione rigorosa della norma del Regolamento Edilizio, ampiamente disattesa, che vieta l’incremento della impermeabilità dei suoli e delle superfici urbane. Vanno perciò inserite norme che prescrivano l’obbligo dei tetti verdi almeno per gli edifici commerciali, industriali e di servizio; e, laddove localizzabili, di giardini della pioggia (“rain garden”). Non sono norme balzane, ma indicazioni praticate con successo in molte città mitteleuropee.
  • La prima falda oggi è un problema ma può diventare una risorsa, così come lo fu nel passato con l’alimentazione delle risorgive e delle marcite che arricchirono l’agricoltura periurbana per secoli (Agricoltura periurbana è quella agricoltura urbana svolta riutilizzando aree abbandonate o non destinate all’edificazione per scopo agricolo in ambito cittadino, creando, quindi, valore, anche economico e tutelando il territorio)
  • La riapertura dei Navigli, richiesta dal referendum del 2011 da una larga maggioranza dei milanesi, è stata dimostrata fattibile e auspicabile sotto diversi punti di vista (idraulico, ambientale, paesaggistico, architettonico, del trasporto ed economico) da un esauriente studio di fattibilità condotto in modo autonomo dalle università milanesi, ma richiede uno sforzo finanziario enorme e non è considerata una urgenza, quindi è un progetto che verrà affrontato in futuro.

 

 

SVILUPPO ECONOMICO, PMI, COMMERCIO

VISIONE

Una città capace di rispondere con visione e creatività alla crisi economica e all’insufficienza delle politiche nazionali ed europee sinora poste in atto per contenerne gli effetti.

Una metropoli capace di pensare al futuro e di realizzarlo, spostando risorse da settori economici tradizionali decotti su iniziative intese a creare e/o espandere settori innovativi, che presentino prospettive occupazionali e reddituali migliori.

Una Milano determinata a non lasciare fuori o indietro nessuno, e dove lo sviluppo economico rispetta i criteri ambientali e urbanistici che sono alla base del benessere fisico, economico e sociale della cittadinanza.


PRINCIPI

  • Promozione attiva della ricerca e dell’innovazione tecnologica, che in molte città europee hanno già consentito lo sviluppo di nuove professionalità e processi produttivi.
  • Rivitalizzazione della piccola e media imprenditoria, soprattutto giovanile, favorendone l’evoluzione verso settori innovativi tramite specifici programmi di interazione con università e centri di ricerca, e accesso a fonti finanziarie agevolate come il micro-credito.
  • Valorizzazione delle esperienze professionali e vocazionali, soprattutto in aree metropolitane inutilizzate o finora lasciate a iniziative amatoriali.
  • Semplificazione burocratica per l’organizzazione di iniziative di quartiere/feste di zona organizzate dalle associazioni di commercianti e potenziamento dei DUC (Distretti Urbani Commerciali)
  • Contrasto alla crisi dei piccoli esercizi commerciali


PROPOSTE

Sviluppo sostenibile

Definizione di un piano di crescita nel quale siano incluse le PMI, le microimprese, e gli istituti finanziari, nell’ambito di una strategia di progetti di investimento di medio–lungo periodo in settori innovativi, da individuare insieme al mercato, che offrano prospettive di crescita in termini reddituali e occupazionali.
Investire nella creazione di incubatori industriali per nuovi prodotti e servizi, favorendo l’incontro di università e imprese.

Sostegno all’occupazione

I programmi comunali nel settore delle energie rinnovabili, dello smistamento e riciclo dei rifiuti e del trasporto pubblico sostenibile  favoriranno la creazione di nuova occupazione.
Inoltre Il Comune si adopererà per potenziare la nascita di incubatori in co-working per disoccupati

Semplificazione e razionalizzazione della burocrazia comunale 

Aggiornamento, semplificazione e standardizzazione dei regolamenti comunali, assicurando trasparenza e tempi di risposta certi a tutte le procedure burocratiche per cittadini e imprese.

Aziende consolidate

Una risorsa per il Comune oltre che parte essenziale della sua identità culturale. Preservare, in primo luogo attraverso la sollecitazione di sovvenzioni statali, le attuali aziende milanesi in crisi, al fine di evitarne la s/vendita e, in molti casi, la delocalizzazione all’estero.

Agricoltura a chilometro zero

Incentivazione delle produzioni agricole a filiera corta (‘chilometro zero’). Censimento delle cascine limitrofe all’area urbana e sostegno alla filiera delle loro produzioni, sviluppando una rete di collaborazione e un piano di divulgazione pubblica, invitando i protagonisti a narrarsi in occasioni pubbliche con la collaborazione d’istituti scolastici.  Incentivazione dello sviluppo di “Allevamenti Rispettosi” nei confronti degli animali: gli animali dovrebbero vivere una vita dignitosa e morire senza torture.

Per favorire le produzioni locali, a/‘chilometro zero’,   verranno riservate delle postazioni per queste rivendite in tutti i mercati cittadini all’aperto, in modo da favorire la commercializzazione diretta dal produttore al consumatore.

Rivalutazione delle attività storiche e artigianali

Sostegno al consolidamento in gruppi omogenei (cluster) delle conoscenze  e delle attività dei vari settori economici, attraverso l’utilizzo delle aree dismesse nelle zone periferiche, da convertire in spazi polifunzionali per piccole imprese artigianali, musei, laboratori per l’insegnamento dei vecchi mestieri.  In questo modo si favorisce sia l’inserimento di giovani che il re-inserimento di professionisti esperti disoccupati.

Facilitazione rapporti tra Comune e commercianti
Creazione di un referente di zona per i commercianti in grado di creare e promuovere:

  • tavoli di confronto tra i commercianti e le varie associazioni di cui fanno parte
  • raccogliere le instanze degli esercenti da inviare al comune in modo collettivo
  • promuovere il distretto commerciale di riferimento e le relative iniziative
  • potenziamento dei DUC (i distretti urbani commerciali)  e facilitazione dell’accesso ai bandi del Comune

 

Semplificazione delle procedure per le inziative di quartiere.
Sinora nella organizzazione delle feste di zona, le informazioni da parte comunale sono sempre discordanti e mai omogenee : verrà perciò definita una procedura chiara che permetta di quantificare i costi reali per l’occupazione suolo per mq, guidare i richiedenti nella preparazione dei permessi necessari da richiedere (e con quali tempi) e chiari riferimenti alle normative considerare durante lo svolgimento delle stesse per la somministrazione degli alimenti e bevande all’esterno.

Iniziative di contrasto alla crisi dei piccoli esercizi commerciali.
La crisi del commercio sta falcidiando i piccoli esercizi commerciali.
Le liberalizzazioni di Monti si sono rivelate fallimentari perché non hanno portato un aumento dei fatturati per le imprese, né ad una diminuzione dei prezzi a favore dei consumatori, né ad un aumento dei posti di lavoro. In definitiva non hanno creato una sana concorrenza ma hanno solamente acuito lo scontro tra piccola e grande distribuzione con la conseguente chiusura di migliaia di piccoli negozi spingendo nella disoccupazione migliaia di persone.
Le vendite non aumentano solo perché si tengono i negozi aperti più a lungo, semplicemente gli acquisti si diluiscono in 7 giorni invece di 6. Al contempo le ore di lavoro sono aumentate ed i costi per le imprese pure. I piccoli esercizi commerciali, già in crisi, non reggono questo aggravio di costi e chiudono. La grande distribuzione ne approfitta obbligando i lavoratori a turni di lavoro stressanti che, non contemplando chiusure domenicali e festive, sono impossibili da conciliare con la tutela della vita familiare.
Nel rispetto delle norme vigenti e nell’ambito delle proprie competenze amministrative, il Comune si adopererà per contrastare la liberalizzazione degli orari e delle giornate di apertura festive degli esercizi commerciali.

 

 

POLITICHE ANTI-MAFIA E ANTI-CORRUZIONE

VISIONE

Da decenni Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta sfruttano la città di Milano per i propri interessi criminali. Il controllo del movimento terra nei cantieri, la gestione sistematica dei venditori abusivi, lo spaccio di stupefacenti e il riciclaggio di denaro sporco sono tra le principali attività delle mafie in città.
Il ruolo del Sindaco e del Comune di Milano sono fondamentali nella gestione di questo spinoso problema sia prestando la massima attenzione ad ogni segno di presenza del fenomeno e che intervenendo con azioni pratiche a breve, medio e lungo termine.

PRINCIPI

Il problema viene affrontato su 3 differenti piani:

  • efficientamento della macchina comunale, orientato a ridurre i “varchi di accesso” sfruttati dalle mafie per entrare in contatto con cittadini, politici, funzionari e dirigenti. Si rende necessaria una riduzione della discrezionalità nelle procedure amministrative e una migliore gestione dei controlli che risultano spesso insufficienti e prevedibili;
  • creazione di maggiore consapevolezza del fenomeno mafioso e incentivo alla cooperazione tra le parti sane della società (cittadini, imprenditori, forze dell’ordine, associazioni). La mafia vive dei nostri soldi, della nostra paura e molto spesso dell’assenza di valide alternative. Creare fiducia nella pubblica amministrazione e nella politica è un prerequisito per ottenere la collaborazione dei cittadini nel combattere le organizzazioni criminali, per questo le nostre liste sono composte unicamente di cittadini incensurati;
  • azioni strutturali di lungo terminea partire dall’inserimento sistematico di percorsi di educazione alla legalità nei programmi scolastici e professionali, da uno studio dell’urbanistica volto a ridurre le zone di degrado e a progetti di inclusione sociale nelle aree ad alto rischio criminale.

 

PROPOSTE

  • potenziamento del comitato antimafia del Comune di Milano con maggiori risorse economiche ed organiche;
  • piena attuazione ed implementazione del “Piano Comunale Anticorruzione” attuato solamente in parte;
  • potenziamento del sistema interno di denuncia di comportamenti illeciti (wistleblowing);
  • estensione del protocollo di legalità Expo2015 a tutte le gare d’appalto del Comune e delle aziende a partecipazione comunale;
  • monitoraggio, pubblico e in tempo reale, dei tutte le gare e affidamenti (affidamenti diretti, appalti, subappalti, forniture, noleggio automezzi) e dei relativi flussi di cassa tramite sistema informativo centralizzato obbligatorio per il comune di Milano e per tutte le aziende a partecipazione comunale;
  • adozione del codice etico “La Carta di Avviso Pubblico” per tutti gli amministratori del Comune e delle aziende partecipate;
  • digitalizzazione e automatizzazione delle procedure burocratiche individuate come “ad alto rischio di corruzione”;
  • piano sistematico di controlli dei bandi di gara, delle forniture e delle manutenzioni da parte di personale specializzato e indipendente;
  • rinforzo dei nuclei di polizia locale dedicati al controllo delle attività notoriamente legate agli interessi dei clan mafiosi (anti contraffazione, polizia annonaria etc.);
  • aggiornamento semestrale sullo stato della criminalità organizzata a Milano con il contestuale varo di delibere e determine dirigenziali volte ad aggiornare le politiche comunali di contrasto in tempi brevi;
  • istituzione di zone franche urbane (ZFU) sul modello francese volte ad incentivare le occasioni lavorative e la microimprenditorialità nelle zone ad alto rischio criminale tramite defiscalizzazione.
  • collaborazione costante e diretta con le associazioni antimafia presenti sul territorio, con il mondo universitario e con le scuole di formazione delle forze dell’ordine.

 

INTEGRAZIONE RELIGIOSA

VISIONE

Rafforzare l’integrazione culturale e religiosa nel reciproco rispetto, per una convivenza civile e pacifica. Garantire il controllo degli istituti di culto a beneficio della sicurezza pubblica.

La questione dei luoghi di culto non va relegata al campo ideologico o trattata in base a meri pregiudizi, mentre qualunque pretestuoso utilizzo della religione come vettore di violenza risulta in una condotta antireligiosa e va impedito con ogni mezzo legale.

PRINCIPI

  • Pari dignità di tutte le convinzioni religiose, e areligiose, indipendentemente dal numero effettivo dei praticanti, alla sola condizione che non occultino sette d’affari e siano rispettose delle prerogative dello Stato e della civile convivenza.
  • Piena legittimità di ogni confessione religiosa nello svolgimento del proprio culto, con l’eccezione di eventuali pratiche crudeli, tali cioè da causare inutili sofferenze a esseri viventi.

PROPOSTE


Dialogo, forum e confronto culturale

Dialogo costante con tutte le comunità religiose presenti in città anche per individuare soluzioni condivise di ogni possibile problema che le coinvolga, anche attraverso un forum cittadino delle religioni nel quale siano presenti esponenti di ognuna.

Iniziative di confronto culturale fra “diversi”, anche mediante convenzioni con istituti scolastici, per favorire la propensione alla tolleranza e alla comprensione  reciproca e dunque un’adeguata integrazione delle diverse comunità religiose.


Anagrafe dei luoghi di culto

Istituzione e regolare aggiornamento dell’anagrafe di tutti i luoghi di culto e dei relativi referenti di ogni confessione religiosa (che forse è già in essere ma non è chiaro lo stato di aggiornamento).


Criteri circa nuovi luoghi di culto

Allocazione di nuovi luoghi di culto con valutazione attenta di ogni appropriato fattore: urbanistico, viabilistico, residenziale e dell’ordine pubblico. Disponibilità alle comunità religiose di spazi pubblici attualmente inutilizzati, a costi ragionevoli, sia per culto che per attività di natura culturale e sociale, anche al fine di evitare che luoghi di culto si camuffino dietro “Associazioni culturali” diffondendosi in maniera disordinata e impropria anche in immobili di civile abitazione.

Preferenza a strutture di culto piccole e sparse invece di una sola di grande dimensione, al fine di evitare situazioni poco gestibili in termini di sicurezza e di possibile stravolgimento del territorio.

Per esempio nel caso della religione islamica si è orientati a concedere spazi per Musalle (cappelle) cioè luoghi destinati solo alla preghiera vera e propria, ma privi di minareto e contenibili in spazi ridotti, in alternativa a moschee.

 

 

ROM SINTI E CAMINANTI

VISIONE

Il tema non riguarda solo una categoria di persone, solitamente definite “zingari” ma rappresenta la spia di alcuni dei punti dolenti della comunità cittadina.

A Milano come a Roma, con mafia capitale, il tema è stato affrontato con politiche emergenziali con un aumento dei fenomeni delinquenziali o almeno tale è la percezione veicolata anche dagli organi di informazione.

Gli sgomberi e la politica dei centri di emergenza sociale (CES) ha finito per alimentare la criminalità operante sul territorio milanese e lombardo.

Questi elementi testimoniano della mancata integrazione, che a sua volta favorisce delinquenza e corruzione e impongono una presa di coscienza improrogabile.

PRINCIPI

La politica di chiusura dei campi nomadi, come da richiesta dell’Unione Europea, seppur condivisibile, per come finora attuata non risponde alle necessità di sicurezza e integrazione della città.

Si rende necessaria, a sua integrazione, la costruzione di relazioni tra le persone nomadi e le municipalità in cui i relativi insediamenti sorgono come condizione imprescindibile per una vera integrazione.

PROPOSTE


Censimento

Avvio di un serio censimento economico-finanziario di tutte le famiglie RSC (Rom Sinti Caminanti) presenti all’interno dei campi  con anche protocolli di intesa con la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate e le forze dell’ordine, per assicurare gli stessi diritti e doveri ai cittadini italiani non RSC e ai cittadini italiani RSC.

In questo modo chi è in condizioni di indigenza o comunque ha i requisiti per entrare nelle graduatorie ERP vi sarà inserito mentre per gli altri si potrà ricorrere ai fondi europei per l’integrazione dei RSC.

Integrazione

Facilitazione del processo di integrazione dei bambini delle comunità RSC nelle scuole, istituendo/favorendo servizi di trasporto.

Riqualificazione degli insediamenti in funzione di un patto di convivenza civile.

Inserimento nelle graduatorie ERP di chi è in condizioni di indigenza o comunque ne ha i requisiti.

Utilizzo dei fondi europei congiuntamente alle associazioni del settore con le persone interessate al fine di:

  • realizzare nuova edilizia per coloro che non possono accedere alle graduatorie ERP;
  • avviare progetti di autocostruzione anche attraverso l’istituzione di cooperative edificatrici operate direttamente dai soggetti interessati senza intermediazioni politiche;
  • costituire associazioni con le comunità dei singoli insediamenti finalizzate a progetti di autocostruzione e/o autogestione.


Aree di sosta

Realizzazione di aree attrezzate dotate di servizi idrici, igienici ed elettrici per la sosta di durata fra uno e sei mesi e per quella breve, con idonea telesorveglianza e adeguati controlli, a garanzia dell’ordine pubblico e della legalità.

 

 

CITTA’ METROPOLITANA E DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO

VISIONE

L’introduzione della la Città Metropolitana nelle legislazione italiana ha ormai 26 anni.
L’attuazione della Città Metropolitana di Milano oggi  è la fotocopia sbiadita della provincia a cui la Regione Lombardia  ha tolto ulteriori funzioni  prima delegate.
Se si vuole finalmente cominciare ad ottenere i benefici previsti dall’introduzione di questa istituzione è ora che si cominci a fare sul serio, a partire dal livello nazionale.

PRINCIPI

La Città Metropolitana di Milano deve  diventare  come le grandi città metropolitane europee, per esempio Parigi o Londra, che hanno forti competenze sulla “governante” del Trasporto Pubblico Locale, sulla gestione integrata e virtuosa dei rifiuti, in materia ambientale  oltre che sulla pianificazione urbanistica, nelle politiche sociali e nell’edilizia residenziale pubblica.

PROPOSTE

  • Spacchettamento del Comune di Milano in vere municipalità/comuni con forte autonomia amministrativa e cessione di poteri alla Città Metropolitana;
  • Creazione di municipalità omogenee per dimensioni nella Città Metropolitana, con cessione di poteri dai comuni alla stessa, con una visione policentrica e non accentratrice sul capoluogo;
  • Introduzione di strumenti di democrazia diretta come referendum consultivi, propositivi e delibere di iniziativa popolare nello Statuto della Città Metropolitana;
  • Insediamenti produttivi, commerciali e infrastrutture di portata sovra-comunale da attuare tramite referendum metropolitano senza quorum e valutazione obbligatoria delle esternalità negative sul territorio.
  • Creazione di società metropolitane uniche per la gestione del trattamento rifiuti, del servizio idrico integrato e del trasporto pubblico locale;
  • Sistema di tariffazione unica e omogenea in ambito metropolitano per il trasporto pubblico locale;
  • Richiesta da parte della Città Metropolitana alla Regione ed ai Comuni della gestione diretta degli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi di proprietà di ALER Milano, del Comune di Milano e dei comuni della città metropolitana;
  • Gestione accentrata dei sistemi informativi delle municipalità e delle società partecipate e controllate.

 

 

 

UNIVERSITA’ E RICERCA

VISIONE

Progettazione e realizzazione di iniziative volte a favorire lo sviluppo della formazione e della ricerca con particolare riferimento all’innovazione, anche attraverso la collaborazione con Regione, Università, Centri di Ricerca nazionali e internazionali, Laboratori ed Enti diversi per iniziative congiunte.

PRINCIPI

  • Promozione di sinergie tra università e imprese per la crescita sociale ed economica della città;
  • Sviluppo della formazione di eccellenza e per il lavoro, con particolare riferimento alle disabilità e all’occupazione femminile;
  • Sostegno a progetti di ricerca e innovazione in ambito di programmi europei e internazionali.
  • Iniziative volte a favorire  lo sviluppo degli Istituti Universitari con preferenza a quelli pubblici.

PROPOSTE

  • Concorsi e premi per progetti innovativi realizzati in città da giovani in sinergia con università e imprese.
  • Promozione di momenti e servizi di supporto all’orientamento scolastico, universitario e professionale;
  • Investimento nelle strutture di accoglienza per studenti e servizi a supporto dei giovani.
  • Incentivi al rientro o alla permanenza dei talenti nella nostra Città;
  • Realizzazione di borse di studio per lavorare presso le biblioteche o altri locali pubblici di interesse socio-culturale in cambio del pagamento della retta e delle spese universitarie o di altri servizi di formazione;
  • Promozione di un piano di borse di studio e prestiti d’onore comunali per l’alta formazione per permettere ai giovani più meritevoli della città di conseguire all’estero le specializzazioni e i master più prestigiosi, creando le condizione che abbiano uno sbocco professionale presso aziende della città

 

 

EDUCAZIONE, ISTRUZIONE E INFANZIA

PRINCIPI

L’Articolo 34, comma 1 e 2 della costituzione Italiana: “La scuola è aperta a  tutti. L’istruzione inferiore impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita”.

L’Articolo 33, comma 2: Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione senza oneri per lo stato.

L’accesso ai servizi dedicati dell’infanzia deve essere garantito a tutti.

Il finanziamento all’istruzione è prioritario per favorire e garantire il diritto allo studio.

Lo stanziamento dei fondi comunali deve essere solo a favore di scuole pubbliche.

PROPOSTE

Area Finanziaria

Chiedere al governo di escludere dal patto di stabilità le spese comunali per la scuola di ogni ordine e grado in modo da permettere al Comune di investire adeguatamente in questo settore senza vincoli finanziari.

Area Progettuale/Educativa

Organizzare attività concrete sul territorio (città e circoscrizioni) per i momenti destinati all’educazione civica per le scuole dell’obbligo, quali :

  • Comprensione e rispetto per le differenze.
  • Salvaguardia del bene comune.
  • Lotta al bullismo e ad ogni altra forma di prevaricazione,  con coinvolgimento di alunni, genitori ed insegnanti.

 

Avvio di laboratori di educazione alimentare aperti a bambini e genitori, promuovendo la partecipazione di entrambe le parti, al fine di arginare la piaga dell’obesità infantile e il dilagare di malattie quali la celiachia e il diabete infantili.

Insegnamento ai bambini dell’utilizzo sicuro e consapevole delle reti informatiche.

Valorizzazione dell’educazione fisica fin dalle scuole elementari trattandosi di un reale investimento sul futuro in termini di salute e socializzazione. Promozione  della  collaborazione delle scuole con le società sportive e precedenza di accesso delle scuole nelle strutture sportive comunali con particolare attenzione alla riduzione dei costi sostenuti dalle famiglie e all’incremento del personale specializzato a supporto.

Rimozione delle condizioni e delle barriere che provocano la dispersione scolastica, per esempio  attivando iniziative mirate all’inserimento dei bambini stranieri quali:

  • Insegnamento della lingua e della cultura italiana.
  • Presenza di mediatori culturali/sportello per il supporto linguistico

 

Area Strutturale

Aumentare il personale in dotazione ad ogni unità educativa al fine di colmare le situazioni di carenza di organico.

Incentivare la dotazione di strumenti tecnologici in tutte le classi e la formazione del corpo docente al loro utilizzo perfezionando il metodo di insegnamento attraverso progetti pilota.

Creazione nelle scuole elementari e medie che ne sono sprovviste, di laboratori informatici, tramite progetti che riutilizzino macchine donate dai cittadini e rivitalizzate attraverso l’applicazione di software libero, ottenendo il duplice effetto di ridurre i rifiuti elettronici e diffondere la conoscenza di sistemi operativi non proprietari.

Rivedere e uniformare le rette riguardanti tutti i servizi erogati dal Comune in funzione delle fasce di reddito come ad esempio mensa, pre-scuola, dopo scuola, scuola natura, trasporto scolastico, centri estivi, case vacanza (vedi anche il capitolo iniziale “co-finanziamento dei servizi in base al reddito”)

Migliorare la gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici rivedendo gli attuali meccanismi burocratici che talvolta si rivelano poco efficaci ed efficienti.

Garanzia di controllo sull’osservanza delle normative in ambito igenico/sanitario ed in materia di sicurezza.

Garanzia di accessibilità totale alla scuola per gli alunni disabili con investimenti adeguati sul personale di sostegno, sulle attrezzature e sul trasporto.

Interventi di edilizia ecosostenibile, con particolare cura alla bonifica della presenza dell’amianto nelle scuole di ogni ordine e grado.

Identificazione di un numero adeguato di strutture al fine di poter trasferire temporaneamente gli studenti delle scuole in ristrutturazione o da ricostruire.

Aprire un dialogo tra Comune e Regione al fine di garantire una presenza sistematica e periodica dell’ASL all’interno delle scuole di ogni ordine e grado per attività di profilassi.

Il Comune deve attivarsi per garantire un servizio mensa di elevata e comprovata qualità, con diete alimentari che non favoriscano lo sviluppo di celiachia, allergie e altre malattie attualmente in notevole livello di crescita. Si devono favorire i prodotti a km 0 e con attenzione alle fasi di crescita dei bambini/ragazzi; è inoltre necessaria la revisione delle procedure di assegnazione e apertura dei bandi e/o gare a più soggetti onde evitare il monopolio del servizio.

 

Partecipazione e Rappresentanza

Gli organismi scolastici di rappresentanza e partecipazione dei cittadini attualmente sono:

Rappresentanza Cittadina (organo dei genitori di Nidi  e Asili d’infanzia) e Rappresentanza Cittadina Commissione Mensa (di tutte le scuole di ogni ordine e grado).

Si deve migliorare la comunicazione da e verso i genitori e da e verso l’amministrazione comunale di detti Organismi e implementare un terzo organo di rappresentanza che coordini i vari Consigli di Istituto delle scuole sul territorio comunale.

Le proposte e deliberazioni di questi enti devono necessariamente essere considerate nell’azione di governo degli amministratori eletti.

 

 

DIRITTI E PARI OPPORTUNITA’

VISIONE

Una società può essere definita civile, evoluta e paritaria solo se è in grado di promuovere il pieno sviluppo della persona umana, prevenendo attraverso l’educazione ogni tipo di discriminazione e violenza.

Una “Milano da Vivere” vuol dire impegnarsi affinché i principi inderogabili dell’art. 3 della costituzione relativi alla pari dignità sociale e all’eguaglianza di tutti i cittadini, diventino realtà, percepita e vissuta da tutti.

Significa assicurare che ogni cittadino venga messo nelle condizioni di poter cogliere le opportunità e di usufruire dei molteplici servizi che la città offre, dal lavoro alla casa, dal tempo libero alla salute, dalla mobilità alla cultura, fino alla partecipazione attiva alla politica.

PRINCIPI

  • Formazione diffusa sul tema delle pari opportunità sin dalla prima età scolastica.
  • Incentivazione dell’attività derivante dal Protocollo d’Intesa tra Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e Istituto dell’Autodisciplina sulle normative nell’ambito della comunicazione pubblicitaria a tutela del genere.
  • Ampio sostegno alle vittime di violenza anche al fine di incentivare la denuncia sociale, in particolare con finalità preventive anche in riferimento al gravissimo fenomeno del “femminicidio”. Ogni denuncia di violenza deve diventare un presupposto per rafforzare una rete sociale di supporto consapevole, solidale e giusta

PROPOSTE

Generale

  • Definizione di un processo formativo nelle scuole primarie di primo e di secondo grado, anche con la collaborazione di associazioni già presenti sul territorio, finalizzato a coinvolgere le nuove generazioni nella realizzazione di campagne di sensibilizzazione sul tema delle parità di genere.
  • Promozione di una maggiore presa di coscienza sul tema della pubblicità sessista e della “subcultura” sulla quale si basa, offensiva della dignità sia della donna, ridotta a mero oggetto mercificato, che dell’uomo, ridotto a misero consumatore passivo.
  • Estensione anche agli spazi privati del divieto di esposizione di cartelloni pubblicitari discriminatori, come attualmente già previsto per gli spazi pubblici.
  • Istituzione di un codice etico che renda effettiva la risoluzione del Parlamento Europeo sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini, da effettuarsi di concerto con la Regione.

Conciliazione Famiglia e Lavoro

  • Deciso sostegno al welfare per la tutela della genitorialità (flessibilità oraria sul lavoro, accessibilità al telelavoro, trasporti, assistenza medica, smart-working, asilo nido e scuola materna, servizi alla famiglia, borse di studio per i figli a carico, ecc.).

Violenza di genere

  • Definizione e diffusione di modelli di comportamento orientati al rispetto delle differenze tra i generi, al fine di prevenire ogni tipo di manifestazione di violenza.
  • incentivazione di attività di formazione e divulgazione culturale, contro il bullismo, l’omofobia, la violenza di genere,  attraverso lo sviluppo di laboratori territoriali realizzati in spazi comunali, biblioteche, teatri e scuole
  • Monitoraggio ed estensione degli strumenti esistenti, quali il circuito di telecamere di videosorveglianza, le colonnine SOS antiviolenza e il numero di emergenza antiviolenza 1522, al fine di verificarne l’efficienza, migliorarne il servizio, e aumentarne la capillarità.

 

 

DIRITTI LGBT

VISIONE

Milano aperta alle differenze che valorizza la diversità come risorsa e rispetta le persone e i loro diritti a prescindere dagli orientamenti sessuali in aderenza al principio costituzionale di uguaglianza tra tutti i cittadini.

PRINCIPI

Lo Statuto del Comune di Milano – Art. 1 : le donne e gli uomini che compongono la comunità milanese si riconoscono nei valori di libertà, giustizia, pace, solidarietà, moralità, cooperazione, pari opportunità, responsabilità individuale e sociale, operosità e spirito di iniziativa, promozione della cultura e della qualità della vita, rispetto dell’ambiente, riconoscimento del ruolo della famiglia nelle sue diverse espressioni, rispetto e valorizzazione delle differenze.

 

La Costituzione Italiana – Art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

 

La Costituzione Italiana – Art. 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

PROPOSTE

Inserimento nello statuto del Comune di garazie di tutela

Inserimento nello Statuto del Comune di Milano della garanzia sulla tutela di tutte le diversità anche in tema di orientamento sessuale, garantendone libertà di espressione, eguaglianza, partecipazione e diritti, così formulato: “Il Comune di Milano impronta l’esercizio delle sue funzioni e l’espletamento delle attività dei suoi Organi e degli Uffici al divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, le disabilità, l’età, l’orientamento sessuale o l’identità di genere.”

 

Creazione di un tavolo di concertazione permanente tra le associazioni LGBT e il Comune di Milano (Assessorato Pari Opportunità)

  • Promozione di iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’anti-discriminazione e della promozione di pari opportunità.
  • Partecipazione, con il coinvolgimento anche di altri soggetti pubblici e privati interessati, a bandi e programmi nazionali ed europei in materia di promozione di politiche antidiscriminatorie e di inclusione sociale.
  • Collaborazione ad iniziative di contrasto e prevenzione delle situazioni di discriminazione diretta ed indiretta sulla base di orientamento sessuale ed identità di genere.
  • Implementazione di politiche ed azioni tese alla promozione e tutela dei diritti delle persone LGBT nell’ambito educativo, sociale, professionale, culturale, sportivo.
  • Promozione dell’offerta di servizi rivolti alla popolazione LGBT.

Potenziamento e consolidamento dello “Sportello d’ascolto anti-discriminazione”

  • Sviluppo di percorsi di prevenzione e rimozione delle discriminazioni dirette ed indirette, con attenzione alla popolazione particolarmente vulnerabile, inclusi i giovanissimi con idoneo sviluppo di centri d’ascolto a loro supporto (anche online).

Sensibilizzazione e prevenzione sui temi Hiv e sulle malattie sessualmente trasmissibili

  • Realizzazione percorsi di informazione scientifica e di formazione per sensibilizzare i giovani e giovanissimi sui temi legati alle infezioni da Hiv/Aids e MST (malattie sessualmente trasmissibili).
  • Promozione comportamenti corretti a tutela della salute.

Formazione e sensibilizzazione insegnanti, studenti e famiglie

  • Coordinamento con il Provveditorato agli Studi per l’istituzione di lezioni di educazione sessuale per gli alunni come quelle già avviate nel resto d’Europa sulle tematiche LGBT, omogenitorialità e sul bullismo a sfondo omo-transfobico.

Giornata internazionale contro l’omo-transfobia

  • Riconoscimento del problema dell’omofobia e transfobia, creando lavori, progetti ed eventi da poter presentare nella giornata del 17 maggio, giornata internazionale contro l’omo-transfobia (ricorrenza promossa dall’Unione Europea), sia a livello scolastico che istituzionale, come giornata commemorativa.

Promozione della regolamentazione delle unioni tra persone dello stesso sesso per il matrimonio egualitario in termini di diritti e di doveri.

 

 

 

CULTURA

VISIONE

La cultura è un bene comune e la prima risorsa sono i cittadini e il territorio

PRINCIPI

  • La democrazia può essere pienamente esercitata solo garantendo l’accesso di tutti i cittadini alla cultura. (Costituzione della Repubblica Italiana: articoli 3 e 9).
  • Il cittadino deve essere informato affinché possa esercitare una partecipazione pienamente attiva a tutte le iniziative che avvengono in ambito comunale.
  • Le risorse pubbliche (fondi e strutture) devono essere distribuite in maniera equa a cittadini, operatori e organizzazioni dei settori della cultura.
  • L’effettivo utilizzo delle risorse pubbliche destinate alle attività culturali deve essere assicurato in modo trasparente e visibile ai cittadini.
  • Il Comune deve promuovere l’integrazione culturale tra i cittadini e l’interconnessione culturale tra periferie e centro.

PROPOSTE

Trasparenza, criteri di gestione, partecipazione

  • Fissazione di un termine congruo (comunque non inferiore ai 90 giorni ) tra la data di pubblicazione e quella di scadenza dei bandi cultura (progetti culturali).
  • Istituzione di un nuovo organismo di riferimento per tutte le attività culturali per verificare l’effettivo utilizzo delle risorse pubbliche e l’adempimento dei termini di concessioni e accordi con soggetti privati e istituzionali
  • Selezione dei dirigenti delle strutture culturali comunali su base meritocratica e di competenza e non esclusivamente per scatti automatici di carriera. Uso del bando pubblico aperto per operare la selezione e la valutazione delle candidature da parte di una commissione composta da figure professionali di chiara fama.
  • Introduzione anche nei settori della cultura di regole – poche e chiare – sul conflitto d’interessi.
  • Istituzione del divieto di incarichi multipli.
  • Completa revisione dei criteri di conferimento delle risorse pubbliche al settore cultura/spettacolo, superando il sistema delle convenzioni che produce, tra le altre cose, concorrenza sleale. Gestione equa e trasparente delle agevolazioni da fornire a tutto il settore e al cittadino fruitore.
  • Semplificazione della burocrazia nell’ambito dell’ordinaria gestione operativa delle strutture culturali comunali.
  • Potenziamento dei sistemi di comunicazione degli eventi per consentire la copertura di informazioni dell’intero territorio.

Facilitazioni economiche

  • Sgravi e agevolazioni fiscali (in termini di affitti, bollette, tariffe comunali) sulle strutture comunali che ospitano imprese e distribuiscono le produzioni culturali
  • Agevolazioni al cittadino fruitore dell’offerta culturale per promuovere l’accesso alla cultura con ogni risorsa comunale disponibile, anche con la riduzione del costo dei biglietti in base al reddito.

Risorse e territorio

  • Stimolazione della produzione degli artisti, per favorire lo sviluppo della ricerca artistica.
  • Ripensamento e potenziamento delle biblioteche per adeguarne funzioni, distribuzione e orari. Adeguamento del trattamento salariale del personale e introduzione di corsi di aggiornamento.

 

 

POLITICHE DEL TURISMO

VISIONE

Una Milano che riflette sul turismo e promuove il proprio territorio, i luoghi storici della vecchia Milano, i suoi monumenti e centri culturali,   con lo sguardo al futuro e post-Expo, in prima fila sul fronte dell’innovazione tecnologica per i servizi ai turisti e ai cittadini.

Una Milano che veda la trasformazione digitale come elemento fondamentale anche per il miglioramento della fruibilità delle risorse culturali della città.

Una Milano in grado di agevolare la formazione di un sistema ricettivo e turistico-culturale che sia in grado di meglio valorizzare le ricchezze del territorio, promuovendo la sostenibilità anche nel settore dell’offerta turistica in tutte le sue forme e favorendo un indotto importante con un sicuro impatto positivo sull’occupazione

PRINCIPI

  • Destinazione della tassa di soggiorno esclusivamente in iniziative tese a incentivare il turismo in città;
  • Incentivazione della sostenibilità del turismo favorendo gli operatori che producono basso impatto ambientale;
  • Maggiore facilità di accesso a Internet per tutti i turisti stranieri fin dall’entrata in città;
  • Deciso rafforzamento della presenza di punti di informazione in città e di servizi dedicati ai turisti italiani e stranieri.

PROPOSTE

 

Miglioramento della ” User Experience” dei turisti a Milano

Il ruolo del Comune di Milano è fondamentale nel favorire il marketing territoriale e la più gradevole presenza sul territorio cittadino da parte del turista attraverso le seguenti misure:

  • Creazione di un significativo numero di Info-point multilingue in tutta la città per supplire all’attuale carenza; possibilmente un info-point in ogni zona in modo tale da rivalutare/riqualificare/attrarre turismo anche nelle aree periferiche;
  • creazione di un mini kit del turista in distribuzione gratuita negli info-point contenente una mappa, un breve vademecum sulla città ed eventuali gadget come sim card telefoniche di importi variabili;
  • formazione linguistica del personale ATM a contatto col pubblico, soprattutto in riferimento alla lingua inglese;
  • possibilità di acquisto del biglietto ATM anche con smartphone non connesso alla rete nazionale;
  • installazione di macchinette per i biglietti alle fermate anche per utenti che non dispongono o non hanno dimestichezza con l’uso degli smartphone;
  • semplificazione dell’uso del bike sharing da parte dei turisti con possibilità di pagamento anche con smartphone non connesso alla rete nazionale;
  • Aggiunta di fermate del servizio navetta per gli aeroporti anche presso le maggiori fermate metropolitane;
  • Creazione di bagni pubblici gratuiti nei luoghi più frequentati della città con localizzazioni semplici da individuare e indicazioni di dove sono;
  • miglioramento della segnaletica turistica in città con l’installazione di totem turistici anche nelle periferie in grado di fornire informazioni storiche sugli edifici;
  • incremento della mobilità pubblica notturna, attualmente carente;

 

Promozione del turismo eco-sostenibile con agevolazioni fiscali attraverso le seguenti misure

  • suddivisione delle strutture ricettive in diverse categorie in ragione del diverso impatto ambientale;
  • istituzione di un simbolo distintivo delle strutture a più basso impatto ambientale secondo criteri oggettivi legati ai materiali utilizzati quotidianamente e all’efficientamento energetico dell’immobile;
  • diffusione di eco-compattatori di plastica, alluminio e carta nei luoghi di maggiore transito turistico e presso le strutture ricettive;
  • promozione, anche presso le strutture ricettive, di macchine di “reverse vending” con promozioni e incentivi ai turisti per il loro utilizzo;
  • acqua pubblica gratis: i locali dovrebbero prima proporre l’acqua pubblica gratis o almeno metterla a disposizione.

 

Valorizzazione della Milano storica, culturale, architettonica

Promozione del turismo non strettamente legato ai consueti circuiti e temi, attraverso le seguenti misure:

  • creazione di itinerari turistici inediti e alternativi , alla scoperta delle bellezze nascoste della città tramite mappe interattive e app scaricabili;
  • creazione di percorsi conoscitivi dell’archeologia industriale alla scoperta delle periferie milanesi;
  • creazione di pacchetti di promozione museo-teatrale per incentivare il teatro anche di ricerca e sperimentazione.

 

 

POLITICHE GIOVANILI

VISIONE

In una Milano sempre più̀ cosmopolita, i giovani possono essere i principali protagonisti del cambiamento sociale, dell’innovazione e dello sviluppo.

È quindi necessario migliorare la qualità̀ dei servizi, degli spazi e degli strumenti loro dedicati, affinché́ abbiano gli strumenti necessari per affrontare le sfide che li attendono.

Una Milano dove i giovani siano coinvolti nelle decisioni inerenti le misure e i provvedimenti che li riguardano, dalle fasi di progettazione e scelta all’implementazione e alla valutazione.

PRINCIPI

  • Facilitazione all’accesso di spazi da parte dei i giovani, facendo uso di locali comunali dismessi e di aree virtuali (online fora, etc.).
  • Promozione e finanziamento di percorsi per lo sviluppo delle competenze e delle capacità dei giovani
  • Sostegno all’animazione socio educativa e incentivi per le attività̀ sportive
  • Agevolazioni fiscali per la nascita di imprese start-up

PROPOSTE

Spazi pubblici ricreativi all’aperto

  • Realizzazione di spazi ricreativi comunali all’aperto (vedi capitolo “SPORT”)
  • Individuazione di una piazza in ogni quartiere dedicata ai giovani, dove possano esibirsi, fare concerti e spettacoli teatrali, organizzare eventi.

Spazi coperti

Assegnazione ai giovani di spazi comunali gratuiti, sia durante la giornata sia la sera, dove si possano confrontare, aggregare, divertirsi e fare progetti, insieme.

Spazi polifunzionali

  • Apertura di CAM e biblioteche anche in orario serale.
  • Regolamentazione della gestione dei luoghi dedicati alla socialità̀, quali i centri sociali, per l’assegnazione ai giovani rendendoli responsabili per la manutenzione e il costo delle utenze degli spazi.

Istruzione e formazione

  • Promozione dell’apprendimento non formale per i giovani, a completamento dell’istruzione formale.
  • Sostegno allo sviluppo dell’animazione socio educativa anche quale strumento per combattere la dispersione scolastica, nonché a fini formativi ed educativi.

Occupazione e imprenditorialità

  • Sostegno all’imprenditorialità̀ dei giovani mediante la formazione all’imprenditorialità̀ e programmi di tutoraggio.
  • Promozione del servizio civile europeo, nazionale e comunale.
  • Concessione di borse di studio e prestiti d’onore comunali per l’alta formazione.
  • Organizzazione di corsi di “crowdfunding” (raccolta di finanziamenti) per le start-up (nuove imprese).

Salute, benessere, sport

Definizione e implementazione di progetti, che educhino a uno stile di vita sano, mediante l’educazione fisica e alimentare, e la collaborazione tra scuole, operatori socio educativi, organizzazioni sportive e famiglie, monitorando e diffondendo gli esiti di tali progetti.

Partecipazione

  • Sostegno alla partecipazione dei giovani, utilizzando anche un forum cittadino a loro dedicato, per raccogliere idee, proposte e priorità̀, seguite da assemblee pubbliche periodiche, alla presenza dei rappresentanti comunali, per portare tali istanze all’interno delle istituzioni.
  • Istituzione di una consulta dei giovani che vigili sulle decisioni prese dal consiglio comunale rispetto ai temi riguardanti le politiche giovanili.

Creatività e cultura

  • Sostegno alla creatività giovanile facilitando accesso e partecipazione alla cultura, sia in ambito scolastico sia extrascolastico.
  • Sostegno all’insegnamento della musica, del teatro e delle nuove tecnologie.
  • Assegnazione di appositi spazi ai writer dove possano esprimere in libertà la loro arte.
  • Istituzione di un nuovo servizio musicale gratuito per giovani (studio musicale mobile) un piccolo camion attrezzato per realizzare concertini, itinerante nelle periferie, a prenotazione libera.
  • Estensione dell’offerta artistica decentrata realizzando concerti di musica classica, spettacoli teatrali e proiezioni di film nelle piazze delle periferie.

Case

  • Sostegno a iniziative di permuta di case del comune di Milano con analoghe strutture in altri comuni esteri per incentivare la mobilità dei giovani milanesi.

 

 

SPORT

VISIONE

Un elemento molto importante per il mantenimento della salute è la pratica di attività sportive, meglio se svolte all’aria aperta.

Il Comune di Milano deve perciò favorire la pratica sempre più diffusa dello sport da parte dei cittadini garantendo una offerta di strutture sportive adeguate in quantità/qualità e iniziative incentivanti, con particolare attenzione alle categorie “deboli” quali disabili e anziani, dando comunque maggiore priorità nelle proprie iniziative alla pratica sportiva di base più che allo sport professionistico.

PRINCIPI

  • Garantire la presenza di impianti sportivi in maniera equilibrata nelle varie zone di Milano, in particolare nei quartieri periferici attualmente carenti.
  • Promuovere e diffondere tutti gli sport, in particolare i più salubri, anche poco noti, partendo dalle scuole, anche attraverso l’organizzazione di eventi sportivi di importanza nazionale e internazionale, ma con grande attenzione alle spese richieste.
  • Eseguire una attenta revisione di ciò che attualmente il Comune spende, eliminando sprechi e speculazioni, adeguando i canoni di concessione al mercato e controllando gli standard qualitativi forniti all’utenza.
  • Introduzione di un sistema di valutazione dell’uso delle strutture sportive comunali allo scopo di rivedere i canoni di affitto degli impianti sportivi e ricreativi comunali dati in concessione, con possibilità di annullamento della concessione in caso di mancata valorizzazione o speculazioni.

PROPOSTE

  • Riorganizzazione dell’assessorato allo sport in termini di competenze e responsabilità per valorizzare le risorse interne e ridimensionare le spese per i servizi affidati all’esterno (incluso alle controllate)
  • Verifica della presenza di impianti sportivi in ogni quartiere di Milano in rapporto tra numero di residenti e quantitativo dell’offerta, con l’obiettivo di fare piani di realizzazione di impianti sportivi per rendere equilibrato il livello di offerta di tutte le zone
  • Predisporre percorsi (illuminazione, strisce e indicazioni sulle distanze su asfalto, semaforica) con indicazioni e suggerimenti (mappe, pagine Internet, iniziative) per la pratica della corsa (jogging, running) in ambito cittadino, che è la base di molte attività sportive e l’attività motoria di base di cui si deve favorire la più ampia diffusione.
  • Sfruttamento efficiente delle palestre esistenti in base alle esigenze dei quartieri e alle richieste da parte delle associazioni sportive agonistiche e non agonistiche, aprendo un tavolo di trattativa con i dirigenti scolastici delle scuole primarie.
  • Riqualificazione delle aree di verde pubblico con semplici impianti (porte, canestri, attrezzi) e manutenzione sistematica di quelli esistenti; diffusione di campetti multi-sport attrezzati per sport singoli o di squadra (tennistavolo, calcetto, basket, pallavolo, pallamano, tennis, ecc.) a uso libero e gratuito

 

Associazionismo sportivo

  • Sostegno all’associazionismo sportivo, riconoscendone il valore sociale aggregante e di incentivazione della pratica sportiva. Il Comune si adopererà per fornire sedi condivise per le riunioni e accesso convenzionato agli impianti sportivi a canoni accessibili in funzione anche della quantità di aderenti alle associazioni.
  • Completa revisione degli attuali criteri di finanziamento delle società sportive, con l’obiettivo di privilegiare le società che avvieranno programmi di avviamento allo sport come strumento per la socializzazione e l’integrazione delle fasce più deboli, con particolare riferimento ad anziani, disabili e immigrati.

MilanoSport

Riverifica di costi, attività e servizi erogati della controllata Milanosport, nell’ottica della razionalizzazione della spesa.

Idroscalo

Assegnazione della gestione dell’idroscalo all’assessorato allo sport, sia per quanto riguarda la gestione dei locali e delle piscine che per gli altri aspetti.
Maggiore valorizzazione della struttura, che potrebbe anche garantire una certa redditività, per esempio con la realizzazione di un centro di alta specializzazione olimpica per gli sport acquatici che attirerebbe molte federazioni europee.

Palazzetto dello sport

Richiesta pubblica per la presentazione di progetti possibili per valutare l’opportunità ed esaminare costi/benefici dell’edificazione di un palazzetto dello sport.

A Milano manca un complesso che permetta l’organizzazione di eventi sportivi adeguati all’importanza della città, e si intende colmare questa lacuna.

 

 

 

DIRITTI DEGLI ANIMALI

VISIONE

“Il nostro prossimo è tutto ciò che vive”.

Il MoVimento promuove la tutela degli animali in ogni sua forma, condanna con fermezza gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente.

Gli animali, in quanto esseri capaci di provare emozioni e sentimenti, sono concittadini a cui riconoscere il diritto alla dignità ed al rispetto per una convivenza quotidiana ispirata al benessere reciproco

PRINCIPI

  • Migliorare la qualità di vita di chi condivide la propria esistenza insieme ad uno o più animali d’affezione.
  • Garantire maggiore rispetto delle esigenze etologiche di ciascuna specie.
  • Promuovere una cultura di conoscenza ed attenzione per tutte le forme di vita dotati di una propria dignità.
  • Incentivare una ricerca scientifica maggiormente affidabile, innovativa ed etica, che possa finalmente tutelare la salute sia umana che animale.

PROPOSTE

Contrasto al randagismo e maggior rispetto per le esigenze etologiche dell’animale all’interno dei rifugi

Istituzione dei villaggi dei cani e delle oasi feline, ossia strutture pubbliche nelle quali gli animali in attesa di adozione possano vivere in libertà e nel rispetto delle proprie esigenze etologiche (come previsto nella proposta di legge regionale del M5S n.282) in contrasto al randagismo e diritti degli animali d’affezione (Pdl 282) e dove sia garantita l’incolumità degli animali.

Potenziamento dei controlli sulla regolare identificazione elettronica dei cani.

 

Promozione di una cultura di rispetto degli animali

Attuazione di progetti didattici nelle scuole sulla tutela ed il rispetto dei diritti degli animali, anche attraverso gite guidate nei parchi, riserve naturali e oasi vegane.

Promozione di una cultura del circo nelle forme che non prevedono l’utilizzo di animali, scoraggiando quindi contro ogni forma di manifestazione che possa comportare per gli stessi qualunque forma di maltrattamento o umiliazione.

Garantire la disponibilità della scelta di menu vegani e vegetariani nelle mense comunali e scolastiche.

Riqualificazione dell’Acquario Civico e delle aree e strutture dismesse per creare luoghi dedicati alla tutela degli animali come oasi, biodiversità, boschi, ricoveri e centri di recupero in cooperazione con le associazioni di volontariato.

 

Agevolazione di una rispettosa convivenza con gli animali d’affezione

Divulgazione delle forme di approccio e gestione dei cani attraverso modalità educative prive di metodi coercitive.

Installazione in ogni area cani di un cartello riportante le istruzioni basilari per una corretta socializzazione degli animali all’interno della stessa.

Divieto della detenzione “a catena” dei cani (inclusa quella scorrevole) ed altre forme coercitive quali collare elettrico e “a strangolo”.

Creazione del cimitero (Giardino del riposo) comunale per animali, nel rispetto delle norme vigenti a livello nazionale e regionale.

 

Promozione della ricerca scientifica senza l’utilizzo degli animali

Attuazione di controlli sistematici e severi sulla correttezza delle deroghe all’utilizzo della sperimentazione animale, sulle condizioni di vita all’interno degli stabulari con denuncia nelle sedi competenti di ogni eventuale abuso e illecito riscontrato.

 

Tutela della fauna selvatica ed ittica

Sostegno  alla istituzione di un centro recupero per gli animali selvatici ed esotici con il fine di tutelare la loro salute e reinserirli nell’ambiente naturale più idoneo od adottarli.

Attuazione del fermo biologico della pesca sia sportiva che non, nei corsi d’acqua in territorio comunale, come navigli, laghi o fiumi cittadini.

Realizzazione di corridoi ecologici per la nidificazione ed il riposo delle specie migratorie e preservazione delle esistenti.

Promozione dell’espansione e della tutela della biodiversità attraverso la piantumazione di alberi da frutto nelle aree comunali attualmente “a prato”.

 

Creazione di un fondo economico comunale specifico per gli animali

Istituzione di un fondo comunale in cui far confluire gli introiti del cimitero degli animali, le donazioni volontarie dei cittadini, e le sanzioni amministrative inerenti la tutela degli animali.

 

-FINE DEL DOCUMENTO-