A Milano 262 immobili abbandonati: ecco il disegno di legge M5S per il recupero

Il M5S ha presentato oggi a Milano il disegno di legge per il recupero degli edifici abbandonati.
Il testo prevede di recuperare migliaia di immobili, pubblici e privati, in stato di abbandono e quindi disabitati, dando un contributo importante all’emergenza abitativa, da una parte, e dall’altra permettendo di recuperare il patrimonio edilizio inutilizzato.
Secondo questa proposta, il Comune avrà il compito di censire entro due anni gli immobili abbandonati, che poi saranno messi a disposizione dei gruppi di autorecupero. L’amministrazione comunale stabilirà i requisiti dei gruppi e le procedure di assegnazione degli immobili. Il Comune si occuperà anche degli interventi strutturali di messa in sicurezza statica e riduzione della vulnerabilità sismica, che verranno finanziati dal Fondo per l’autorecupero.
La dotazione del fondo è di 400 milioni l’anno ed è destinata a tutti i comuni che ne facciano richiesta, che così potranno finanziare i costi di progettazione, le procedure di gara, i materiali, le certificazioni e ogni altro onere.
Se un edificio privato ricade in aree oggetto di programmi di recupero, il proprietario potrà concedere il proprio in comodato d’uso al gruppo di autorecupero per un periodo di 18 anni, trascorsi i quali l’immobile tornerà nella sua piena disponibilità già ristrutturato, percependo inoltre un ristoro mensile di 100 euro per ogni unità abitativa, per tutta la durata del comodato, ferma la possibilità di concordare con il gruppo di autorecupero la cessione del bene a prezzo di mercato.
”Il provvedimento stabilisce una serie di norme per favorire la pratica dell’autorecupero, rivitalizzando così i quartieri abbandonati e recuperando una parte preponderante del patrimonio edilizio milanese senza consumare un metro quadro di superficie in più rispetto ad oggi. Una soluzione più che concreta e quanto mai attuale per una città che ‘vanta’ 262 edifici abbandonati. Se poi pensiamo che, se consideriamo il territorio provinciale, quasi il 32% di suolo è già consumato, con un aumento dell’1,2% dal 2012 è evidente come la proposta M5S possa essere utile per valorizzare ciò che già esiste e preservare il suolo pubblico da ulteriori inutili speculazioni edilizie”, spiega Simone Sollazzo.