M5S Milano. Città Studi, non si può mettere in ginocchio un quartiere per una mera operazione finanziaria

Sala Alessi gremita in occasione del convegno organizzato dal MoVimento 5 Stelle dal titolo ‘Città Studi: la parola ai cittadini’.
“Non ha senso che per risolvere il problema dell’area Expo, da riutilizzare a qualsiasi costo, si metta in ginocchio un intero quartiere. Come spiegato oggi, l’operazione del trasferimento non ha nulla a che vedere con un reale ammodernamento dell’Università. Si tratta semplicemente di un’operazione finanziaria creata per dare valore a un’area a cui nessuno altrimenti era interessato”, spiega Patrizia Bedori.
Sono emerse in maniera chiara le richieste dei comitati di cittadini. Innanzitutto, posticipare la decisione definitiva del senato accademico (fissata per settembre 2017) riguardo all’impegno dello spostamento. In secondo luogo, effettuare uno studio comparativo indipendente sulla doppia ipotesi, dopo un censimento delle proprietà di demanio e dell’Università.
Chiedono poi che le aree statali rimangano pubbliche e con finalità di didattica universitaria e di ricerca scientifica – non genericamente universitaria – e che questo punto sia inserito nel nuovo Pgt, in modo che la destinazione d’uso delle proprietà della statale diventi vincolante e non modificabile, cosa non garantita da un accordo di programma. In particolare la richiesta al Comune è che, in base al comma 5 dell’art. 37 del piano delle regole del Pgt, neghi esplicitamente il cambio di destinazione d’uso delle aree di proprietà dell’Università.
“Siamo contenti che la sala fosse gremita: segnale che i cittadini vogliono – e devono – avere voce su scelte che li riguardano direttamente. Soprattutto quando si tratta di decisioni prese dall’alto a scapito non solo di un quartiere, ma dell’intera città di Milano, che, come ribadito anche dai professori presenti, sarebbe impoverita in maniera profonda dalla perdita di una ricchezza dal valore inestimabile, quali università e poli ospedalieri, cuore pulsante del tessuto sociale della città”, conclude Bedori.