Città Studi, inutile ascoltare i cittadini se poi non si realizzano le loro richieste

Ancora aula consiliare gremita di cittadini e studenti che dicono ‘no’ al trasferimento della facoltà scientifiche dell’Università Statali da Città Studi all’area Expo.

Ascoltare i cittadini è il primo fondamentale passo. Poi, per rispettare il mandato elettorale, si devono anche assumere decisioni in conformità a quanto da loro chiesto. Invece stiamo assistendo a un altro dibattito a senso unico. Qual è il vero motivo dello spostamento? Semplice: la mancanza di progettualità su quell’area! Dopo bandi andati deserti, si decide di spostare 20.000 persone che non se ne vogliono andare, per non ammettere gli errori che hanno portato ad acquistare quelle aree per circa 120 milioni e senza alcuna visione del dopo esposizione. In tempi non sospetti, nel nostro programma elettorale c’era già scritto che eravamo e siamo contrari allo spostamento”, dichiara Patrizia Bedori, capogruppo M5S, al termine della commissione congiunta sullo spostamento di Città Studi.

“Tra l’altro pare decisamente poco opportuno affidare l’incarico di uno studio sul nuovo possibile assetto di Città Studi al Prof. Balducci, ex assessore Pisapia. Come sempre decidono in pochi e i cittadini devono coprire gli errori della politica” – aggiunge Bedori -. “Pare invece ridicolo che solo oggi, dopo le legittime e diffuse proteste dei milanesi, si faccia finta di pensare al futuro del municipio 3, quando, sino a ieri, l’unico pensiero dei nostri amministratori era l’area Expo, da riutilizzare a qualsiasi costo, anche distruggendo un intero, storico quartiere milanese. La soluzione è a portata di mano: prima di decidere di utilizzare la Statale per dare un senso all’acquisto delle aree di Expo, l’università – avendo già in programma di ingrandirsi – aveva di certo ipotizzato un piano alternativo. Bene che ci dicano qual è. Magari corrisponde proprio a quanto, a gran voce, i milanesi continuano a chiedere”. conclude Bedori.